Come contrastare la sedentarietà da smart working

Contrastare la sedentarietà da smart working è la nuova esigenza per un numero sempre più alto di persone. Fastidi come la ritenzione idrica, la difficoltà di concentrazione, gli occhi gonfi, difficoltà a prendere sonno sono ormai all’ordine del giorno e per provare ad arginarli Treatwell ha raccolto una serie di accortezze da mettere in pratica per limitare i danni di uno stile di vita poco attivo.

Contrastare la sedentarietà da smart working è la nuova esigenza per un numero sempre più alto di persone. Tra il lavoro da casa, la didattica a distanza e la generale necessità di limitare il più possibile gli spostamenti, le giornate si svolgono sempre più tra le mura domestiche, nel segno della sedentarietà, accompagnate da un corredo di fastidi sul fronte fisico, emotivo e psicologico. Tra i più comuni, la ritenzione idrica, acuita esponenzialmente dalle lunghe ore trascorse alla scrivania, e la difficoltà a mantenere la concentrazione nel corso di intere giornate davanti al PC. Ecco allora che Treatwell– il più grande portale in Europa per la prenotazione di trattamenti di bellezza e benessere – ha raccolto una serie di accortezze e suggerimenti da mettere in pratica per limitare i danni di uno stile di vita poco attivo. 

Obiettivo? Contrastare la sedentarietà da smart working

“Condurre uno stile di vita sano è la base del benessere ma, quando la quotidianità è per forza di cose sedentaria e limitata alle mura domestiche, si può cercare di arginare i disturbi che ne derivano grazie ai consigli degli esperti. Il nostro network di professionisti della bellezza è infatti sempre in prima linea per fornire utili suggerimenti per prendersi cura di sé, in attesa di riaccogliere tutti gli utenti nei centri estetici, dove troveranno mani esperte al servizio del loro benessere” dichiara Chiara Cassani, Senior Communications Manager di Treatwell Italia.

Ritenzione idrica: gli errori da non commettere

Per ritenzione idrica si intende un accumulo di liquidi, soprattutto tossine, che si forma negli spazi interstiziali, tra una cellula e l’altra, soprattutto nelle zone in cui lo strato adiposo è maggiore, e che può causare gonfiore, l’edema.

Le cause della ritenzione idrica sono molteplici e hanno a che fare principalmente con le alterazioni della circolazione venosa e linfatica, con la sedentarietà e un’alimentazione scorretta.

Quando non si può fare a meno di trascorrere la maggior parte del tempo seduti è bene farlo nel modo corretto.

Treatwell consiglia di tenere il più possibile le spalle dritte e di non accavallare le gambe, cercando di prendersi qualche minuto di pausa tra una videocall e l’altra per sgranchirle con una passeggiata tra una stanza e l’altra e stimolare così la circolazione. Mentre si è in piedi, un altro semplice esercizio consiste nell’oscillare su e giù, alzandosi in modo alternato su punte e talloni: le gambe ringrazieranno. Anche da fermi si può dare una spintarella alla circolazione: quando ci si stende a letto o sul divano, ad esempio, si possono tenere i piedi leggermente sollevati grazie all’aiuto di un cuscino.

Bagni per i capillari e scrub per detossinare

A seconda della morfologia di ciascuno, la ritenzione può interessare zone diverse del corpo, ma generalmente si concentra su glutei, braccia, addome e gambe. Per aiutare a sgonfiare queste ultime, che risentono particolarmente dei periodi di sedentarietà, Emanuela Senia, responsabile del salone Beauty Lab Wellness Solution,ha alcuni assi nella manica con cui prendersi cura del proprio benessere anche quando non è possibile recarsi al centro estetico.

Innanzitutto, si può far fare “ginnastica” ai capillari secondo i principi di vasodilatazione – favorita dal calore – e di vasocostrizione, esercitata con il freddo.

Chi ha la vasca può far fare “aquagym” alla circolazione stando in ammollo per una decina di minuti nell’acqua tiepida a cui sono state aggiunte cinque o sei manciate di sale grosso da cucina, che svolge la funzione di antinfiammatorio. Finito il bagno, mentre si svuota la vasca, si può indirizzare sulle gambe l’acqua del doccino, aprendola prima a temperatura tiepido-calda e raffreddandola a mano a mano che la si passa sulle gambe.

Si consiglia di partire dai piedi e risalire con il getto fino all’inguine oppure di soffermarsi dietro le ginocchia, nel cavo popliteo.

Chi non ha la vasca, al termine della doccia, può comunque “rinfrescare” le gambe con il getto freddo del doccino. Per favorire la vasocostrizione, qualcuno potrebbe essere tentato di ricorrere al ghiaccio, ma in questo caso la specialista partner di Treatwell raccomanda la massima attenzione, evitando di metterlo a diretto contatto con la pelle ma utilizzando sempre un panno come protezione per non incorre in ustioni.

Anche gli scrub, che di solito hanno delle basi di sale e contengono olii essenziali, possono essere un formidabile alleato del benessere. Eseguiti con regolarità, all’incirca ogni quindici giorni, aiutano a “pulire” la pelle e, grazie al massaggio che si opera durante l’applicazione, favoriscono la detossinazione.

I segreti del massaggio casalingo anti-ritenzione

Sempre nell’ottica di contrastare la sedentarietà da smart working, quando non c’è la possibilità di affidarsi alle mani esperte dei professionisti, si può correre ai ripari con un massaggio casalingo, illustrato passo dopo passo da Emanuela Senia.

Innanzitutto, ci si deve procurare un rialzo, come uno sgabellino, su cui appoggiare una gamba. Si inizia applicando una crema idratante o un olio, come quello di mandorle, avendo cura di non esagerare con il quantitativo che, se eccessivo, potrebbe rendere difficile la perfetta esecuzione delle manovre.

I prodotti anticellulite stimolano la circolazione sanguigna e spesso contengono il mirtillo – che aiuta a rinforzare le pareti dei capillari – la centella asiatica dall’effetto drenante, il finocchio, che è depurante, la caffeina o l’estratto di ananas.

Si fanno poi degli sfioramenti delicati su tutta la coscia, dal ginocchio in su, ripetendo i movimenti cinque o sei volte. “Chi ha un tessuto particolarmente edematoso deve prestare particolarmente attenzione” avverte la specialista. Per capire se si rientra in questa categoria, basta esercitare con un dito delle pressioni: rilasciando il punto in questione, se il segno del dito permane per molti secondi, si ha la conferma di avere molta ritenzione ed è pertanto consigliabile manipolare delicatamente la zona.

Una volta terminati gli sfioramenti, si può passare allo scarico linfatico, esercitando leggere pressioni all’altezza dell’inguine, dove si trovano appunto le ghiandole linfatiche.

Si posizionano poi le mani sulla coscia in modo che i pollici si trovino al centro nella parte superiore e i palmi ne avvolgano i lati. Si procede quindi poi a far scivolare le mani in modo che abbraccino il retro della coscia, come se si volessero disegnare degli anelli lungo tutta la coscia, risalendola dal ginocchio in su.

L’arte di “impastare”

Si passa poi al momento preferito da chi, in tempo di lockdown, a suon di pizze e focacce, si è riscoperto fornaio. Sezionando la coscia in tre parti – esterna, centrale e dell’interno coscia – in ogni area bisogna fare degli impastamenti, proprio come se si stesse lavorando la pasta, risalendo la gamba, idealmente fino ad arrivare alla zona delle culotte de cheval.

Ultimato l’impastamento, si torna a fare un leggero sfioramento, per poi iniziare a dedicarsi alla gamba inferiore.

Utilizzando le falangi di tutte e due le mani, bisogna avvolgere la gamba inferiore e cercare di dividere i due muscoli gemelli, di passarci in mezzo: associata a una leggera pressione, questa manovra si rivela molto utile per il drenaggio.

Facendo anche sei o sette passaggi, si ricomincia poi a disegnare gli “anelli” partendo dalla caviglia, punto su cui è consigliabile soffermarsi leggermente di più.

Dopo il “disegno” degli anelli, si conclude con lo sfioramento, ricordandosi di fermarsi inizialmente dietro il ginocchio, nel cavo popliteo, dove esercitare leggere pressioni, per poi proseguire lungo la coscia.

La durata del massaggio

Il massaggio può durare in media una decina di minuti e, volendo, si può effettuare anche tutti i giorni, a meno che non sia in corso un’infiammazione o una sciatalgia, casi in cui è meglio sospendere. Per chi ha poco tempo a disposizione due o tre volte a settimana sono un buon compromesso.

Quando si tratta di trattamenti casalinghi, è però bene non strafare e non improvvisarsi professionisti dell’estetica.

Se non si ha una formazione adeguata nel campo, meglio quindi limitarsi al massaggio e lasciare da parte le coppette anticellulite, utili ed efficaci nelle mani di un esperto, ma rischiose in quelle di chi è alle prime armi. L’effetto vacuum stimola sì la circolazione ma, se lo si esercita nel modo sbagliato, si va incontro a ecchimosi ed ematomi.

Impacchi freschi alla camomilla per sgonfiare agli occhi

La ritenzione idrica può interessare anche il volto. A chi non è mai capitato di alzarsi la mattina con il viso e, in particolare, gli occhi gonfi? Gli esperti di Treatwell hanno un’arma segreta anche per queste situazioni, come svela Emanuela Senia. “Consiglio di prepararsi una camomilla e, una volta raffreddata, di usarla per impregnare dei dischetti di cotone. Dopo averli coperti con la pellicola trasparente, bisogna riporli in freezer, per sfoderarli quando, ad esempio dopo molte ore al computer, ci si sente lo sguardo affaticato. Rimossa la pellicola, consiglio di avvolgerli in un panno o un fazzoletto e di appoggiarli sugli occhi, su cui svolgeranno un’azione calmante e decongestionante”.

Mangiare bene (e bere) per migliorare la concentrazione

Anche l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel combattere la ritenzione. La regola numero uno è sicuramente non abbondare con il sale quando si è tavola: meglio usarlo come ingrediente della propria beauty routine, negli scrub e nella vasca da bagno.

Bere in abbondanza è un’altra accortezza importante: sì ad acqua e tisane ma limitare il più possibile i brindisi a base di alcolici.

Inoltre, è consigliabile mangiare frutta e verdura, importanti fonti di fibre, in quanto l’intestino pigro rischia di aumentare la ritenzione idrica.

Le buone abitudini a tavola sono fondamentali anche quando si tratta di mantenere la mente lucida e reattiva, vera e propria sfida quando si è costretti a fare i conti con l’effetto catatonico delle giornate davanti al computer, con la rinnovata passione per il bricolage del vicino o le continue scampanellate del corriere.

Per ritrovare la concentrazione si può sgranocchiare del cioccolato fondente, noto per il suo potere stimolante e capace di migliorare la soglia di attenzione.

Meglio non abbandonarsi però allo stile Willy Wonka: uno o due quadratini sono sufficienti per riattivare la mente.

Via libera anche ai cereali integrali, alla curcuma e agli Omega 3 del pesce, oltre che alla frutta, sia secca– ottima per la memoria e la concentrazione – che fresca, preziosa per contrastare l’invecchiamento cellulare, compreso quello del cervello.

L’importanza del sonno

Dopo cena è fondamentale assicurarsi di fare una bella dormita. I disturbi del sonno, infatti, influenzano negativamente i processi cognitivi e il rendimento lavorativo e scolastico. Chi ha la possibilità di recarsi al centro estetico può lasciarsi cullare dal rituale del sonno, un massaggio che, agendo su olfatto, udito e tatto, procura un rilassamento profondo, grazie alla sinergia tra manualità avvolgenti, oli essenziali e suoni rilassanti.

In attesa di affidarsi alle mani di un esperto, si può ricorrere a un automassaggio alla testa, tracciando sul cuoio capelluto con la punta delle dita dei cerchi, dalla circonferenza via via sempre più ampia, oppure disegnando con indice e medio degli otto all’altezza delle tempie. Un trucco perfetto per rilassare la mente e sfuggire al mal di testa da smart working.

Vi sono sembrati interessanti questi consigli per contrastare la sedentarietà da smart working? Abbiamo parlato di smart working anche qui a proposito dei benefici e dei rischi per psiche e postura.

 

(Simona Recanatini)

 

 

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