San Patrignano e la Maratona di New York

San Patrignano Running Team. Nella foto squadra podistica della comunità. Allenamento.

Forse non tutti sanno che la prima Maratona di New York si corse per la prima volta nel 1970 all’interno di Central Park. Nel 1976, in occasione del bicentenario dell’Indipendenza degli USA, l’organizzatore della gara ridisegnò il percorso, affinché si potessero attraversare i cinque distretti di New York (Staten Island, Brooklyn, Queens, Bronx e Manhattan), per giungere al traguardo proprio in Central Park. Oggi è la Maratona più famosa del mondo e tagliare quel traguardo ha un fascino speciale. Immaginate cosa può significare essere lì, a New York, per il Running Team di San Patrignano che anche quest’anno correrà la maratona newyorkese, in programma il 6 novembre 2016. Ci piace. E molto. I ragazzi, insieme agli accompagnatori, voleranno infatti nella Grande Mela per affrontare uno degli eventi sportivi più affascinanti del mondo, con oltre 50.000 partecipanti, tra professionisti e amatoriali, e circa due milioni di spettatori. Presso la Comunità di San Patrigano i ragazzi praticano numerosi sport: l’attività educativa passa anche attraverso le discipline del calcio, basket, pallavolo e corsa, in grado di trasmettere valori di vita fondamentali. La corsa, in particolare, è talmente diffusa a Sanpa, che oltre a chi la considera un’attività ricreativa, c’è anche chi invece prende parte a competizioni agonistiche regionali e nazionali. Non a caso, la squadra di San Patrignano conta una trentina di membri, e tra questi, dodici correranno quest’anno la Maratona di New York. Per i ragazzi del San Patrignano Running Team correre non significa solo misurare sé stessi ma molto di più: è l’entusiasmo di uscire fuori, nel mondo, per dimostrare che vincere le dipendenze è davvero possibile. Grazie allo sport e al sudore, alla fatica, un passo dopo l’altro…
Non è il primo anno che il San Patrignano Running Team partecipa alla maratona di NY: questo è il quarto anno consecutivo che gli atleti di SanPa corrono nella Grande Mela. La prima volta risale al novembre 2013, dopo le piccole gare a livello locale e nazionale: il Direttore Sanitario della comunità Antonio Boschini, con la collaborazione di uno tra i maggiori allenatori di maratoneti al mondo Gabriele Rosa, ha dato il via al primo programma di allenamento per New York intitolato “Oltre il traguardo”, con l’intenzione di regalare un’esperienza unica ai ragazzi, e dare visibilità alla Comunità stessa. La sfida si è rivelata tanto entusiasmante e l’esperienza così positiva da diventare un appuntamento fisso nell’agenda dei ragazzi del Team e l’obiettivo di un intero anno di allenamento. Tutti corrono per dimostrare di avercela fatta, come riscatto e liberazione e per aiutare sé stessi e la Comunità, dato che ogni anno le maratone sono occasione di raccolta fondi per SanPa, che si autofinanzia. Nel 2015, nella Grande Mela, i corridori sono stati ospiti del Consolato Italiano e lì hanno incontrato il calciatore Alessandro Nesta: è stata un’occasione per ascoltare parole di carica da un campione italiano, che ha raccontato come durante la sua infanzia anche lui sia stato circondato da rischi, e come proprio lo sport sia stato la sua ancora di salvezza.

Ragazzi podistica che corrono.

Ma non solo New York, anche la 42 km londinese è da 3 anni una tappa obbligatoria dove i ragazzi oltre a correre sotto al Big Ben hanno l’occasione di rincontrare altri “ex SanPa” a oggi reinseriti nella City. La storia del Running Team ha in realtà radici più profonde nate e cresciute nel nostro paese: la squadra di running di San Patrignano è nata ufficialmente nel 2006 con la partecipazione alla Maratona di Venezia. Da allora la squadra conta una media di trenta atleti, venticinque maschi e cinque femmine, e pesca da un gruppo di oltre quattrocento persone che praticano la corsa a scopo ricreativo dentro la comunità. Dopo Venezia anche Verona e poi Magraid nella steppa friulana, una corsa di 100 km suddivisa in più tappe. Nessuno dei ragazzi di SanPa prima di entrare in comunità praticava la corsa. La passione per questo sport è venuta solo successivamente, con il tempo, la costanza e la fatica…
Ricordiamo che la Comunità San Patrignano, fondata nel 1978, è il più grande centro di recupero dalle tossicodipendenze e dal disagio in Europa. Dalla sua creazione a oggi, San Patrignano si è presa cura di oltre 25mila giovani in maniera completamente gratuita, senza richiedere alcun tipo di contributo alle famiglie e senza alcun finanziamento statale…

San Patrignano Running Team. Sara Carrena ragazza comunità.
Sara Carrena

La veterana delle maratone nel #Run4Sanpa è Sara Carrena: è la sua terza volta a New York. Sara è arrivata a San Patrignano 4 anni fa, dopo una fuga da sé stessa che l’ha condotta verso un uso sregolato di alcol, sostanze stupefacenti ed eroina in Spagna insieme al fidanzato. L’incapacità di mantenere un lavoro, e soprattutto la presenza costante della madre che non l’ha mai abbandonata, hanno portato Sara a San Patrignano, dove la corsa, prima sul tapis roulant, poi all’aperto, l’ha aiutata a capirsi e ad accettarsi. Oggi lavora nell’ufficio raccolta fondi di SanPa. A New York ci sarà anche Francesco Carmelo Facecchia. La sua storia passa anche dallo sport: bambino vivace, musicista e ginnasta con il sogno di diventare bravo e famoso. Quando il sogno si infrange, tutta la disciplina a cui Francesco era abituato sparisce e la sregolatezza prende il sopravvento. Poco a poco i rapporti con la famiglia si deteriorano e l’unico obiettivo diventa quello di arrivare a fine giornata. Quando la disperazione regna sovrana, l’arrivo a SanPa aiuta Francesco a tornare a credere in nuovi sogni. Per conoscere più da vicino la loro esperienza, abbiamo rivolto a Sara e a Francesco alcune domande:

Potete raccontarci brevemente come si svolge una vostra giornata tipo, allenamento e alimentazione inclusi?

Francesco: Mi sveglio ogni giorno alle 7 per fare una colazione abbondante con crusca, cereali e frutta secca, per poi andare al lavoro per l’intera giornata. Alle 18 inizio il mio allenamento che ripeto tre o quattro volte a settimana, seguendo una tabella di lavoro. Fino qualche mese fa ho lavorato sulla resistenza, oggi, a circa un mese dalla gara, allenamento in scarico.
Sara: Due o tre volte a settimana sveglia alle ore 5.15 e alle 5.30 partenza per una corsa di 11/12 Km. Tornata a casa faccio colazione (thè e yogurt/frutta) e vado al lavoro. Nel weekend mi piace fare trail in montagna, che è la mia vera passione. Non seguo tabelle né corro con orologi/cardio e/o simili…penso siano stressanti e invece per me la corsa è relax e divertimento!

Cosa vi aspettate dalla gara di NY? Avete un obiettivo personale?
Francesco: Di concludere la gara con serenità, gustandomi lo scenario che più di una volta mi è stato descritto come incredibile, sia dagli spettatori che dai partecipanti.
Sara: Assolutamente no…non sono competitiva e non vivo la corsa come una sfida, bensì come un momento di sfogo e divertimento. Mi aspetto di divertirmi e di godermi le sfumature di tutti i quartieri di NY che attraverseremo, come ho sempre fatto…ed ha funzionato!

La maratona è…
Francesco: Non so, è la prima che faccio in vita mia. Prima ho solo fatto gare più brevi. Credo che sarà una prova di coraggio, nella quale dovrà emergere determinazione e tenacia, nel tentare di andare oltre i miei limiti.
Sara: Tenacia e determinazione. Tanti pensano che la cosa più importante sia allenare il fisico, ma in realtà la sfida più grande è con la propria testa…

Già, aggiungiamo noi. Nello sport, come nella vita, la sfida più grande è con la propria testa. Un grande in bocca al lupo ai ragazzi del #Run4Sanpa

SR

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