Pasta e dieta mediterranea: un po’ di numeri

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Cuore della dieta mediterranea, la pasta è amatissima dagli sportivi. E con ragione. I nutrizionisti lo raccomandano da tempo: il 45-60% delle calorie totali assunte quotidianamente dovrebbe provenire dai carboidrati. Quelli complessi, come la pasta, sono i migliori per il loro basso indici glicemico, che si traduce in una più prolungata sazietà e un minore rischio di malattia. In occasione del World Pasta Day 2016, in programma a Mosca il 25 ottobre, Aidepi (l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) fa il punto su questo importante alimento. Sono 14,3 milioni le tonnellate di pasta prodotte nel 2015 in 52 Paesi. “Pasta comeback”: secondo Google è tra i food trends del 2016. L’Italia è leader per produzione, consumi e export, la nostra pasta spopola in Germania, la Brexit non frena (troppo…) l’UK. Record negli Emirati Arabi, in ripresa la Cina. La Russia, invece, è penalizzata dall’embargo. Ma facciamo un passo indietro e diamo qualche numero: sono passati 18 anni dalla prima, storica edizione della Giornata Mondiale della Pasta di Napoli che ha fissato la data del 25 ottobre per celebrare l’alimento simbolo della dieta mediterranea. Da allora, la pasta la sua scommessa globale, l’ha vinta: la sua produzione è aumentata di quasi il 57%, passando da 9,1 a 14,3 milioni di tonnellate. Sono 48 (+77%) i Paesi a produrne in quantità accettabili (oltre 1.000 tonnellate) e ben 52 (erano 30 18 anni fa) quelli che ne consumano almeno 1 kg pro capite all’anno. Testimonia la passione per la pasta anche il flusso, crescente e continuo, di notizie, ricette, tutorial, foto e video che la riguardano. Nel 2016 due ricerche scientifiche sono rimbalzate sui media e sui social network di tutto il mondo: uno studio italiano ha sfatato il falso mito per cui la pasta farebbe ingrassare, mentre ricercatori americani avrebbero scoperto l’esistenza del gusto della pasta, il cosiddetto “amidoso”, associato al sapore dei carboidrati. Hanno inoltre certificano il “pasta comeback” anche gli esperti di Google: secondo l’ultimo Food Trends Report di marzo 2016, la pasta è stata più ricercata su Google di carne, riso, ortaggi e frutta in Italia Turchia, Giappone, Scandinavia, Polonia, Germania, Australia e Canada. Ed è tra i 5 food trends (+26% rispetto alla rilevazione precedente) negli USA, patria della carbofobia e delle diete iperproteiche. Le ricette più cliccate? Pasta al ragù bolognese (stabilmente al primo posto), carbonara, pasta al sugo di pomodoro, amatriciana e primavera. A rompere il monopolio della tradizione, irrompe al secondo posto delle query la pasta alla vodka, un classico della cucina “di rottura” degli anni ’80 che vive oggi una seconda giovinezza.

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Mosca è la sede dei festeggiamenti del World Pasta Day 2016, a rappresentare un mercato in crescita e ricordare l’importanza di questo Paese nella storia della pasta. Perché il mito della pasta è nato nell’Ottocento anche grazie al pregiato grano russo, che i pastai italiani di Napoli, Gragnano, Torre Annunziata e Imperia si facevano spedire via nave dal Mar Nero. La diffusione della pasta in Russia è sorprendente. IPO – International Pasta Organisation rivela che nel 2015 ne sono state mangiate 1.106.000 tonnellate, per un consumo pro capite di 7,8 kg annui. Secondo uno studio di Romir Monitoring, ormai la consuma il 94% della popolazione, con una forte preferenza (79%) per quella di grano duro. Ma c’è ancora molto da fare per un prodotto che risente ancora di una forte stagionalità (i consumi si concentrano soprattutto in estate) e che ancora oggi può capitare di trovarsi proposto come contorno.
Se a Mosca la pasta è una tendenza, in Italia dimostra di essere… una certezza. Ancora una volta ci confermiamo paese leader per la produzione (con 3,2 milioni di tonnellate precediamo Usa, Turchia, Brasile e Russia). Siamo anche i più assidui consumatori, con 24 kg pro capite nel 2015, davanti a Tunisia (16 kg pro capite), Venezuela (12 kg) e Grecia (11,2 kg). Seguono poi i paesi in cui il consumo pro capite oscilla tra gli 8 e i 9 kg: Svizzera (9,2), USA e Argentina (8,8 kg) tallonati da Iran e Cile (8,5 kg). Con 7,8 kg pro capite, la Russia si attesta al decimo posto. Nel 2015 l’Italia ha esportato 1,8 milioni di tonnellate di pasta, il 56% della produzione. La Germania si conferma il mercato principale per gradimento di pasta tricolore, con oltre 360mila tonnellate e un’incidenza di quasi il 20% del totale, un trend in crescita anche nel primo semestre 2016 (+2,3%). Seguono Regno Unito (257mila tonnellate), e Francia (239mila tonnellate). Sono gli USA il primo mercato di sbocco extraeuropeo (149 mila tonnellate con un’incidenza di 8,2% sul totale) seguiti dal Giappone (66 mila tonnellate e un peso del 3,6% sul totale). Nei primi sette mesi del 2016, i mercati più dinamici per la pasta italiana sono stati: in Asia la Corea del Sud (+20,6%) e la Cina (+16,4%), mentre si è registrato un vero e proprio boom negli Emirati Arabi Uniti (+67%). Nelle Americhe l’exploit della Colombia (+22%) e le conferme di USA (+7,3%) e Canada (+6,7%). Intanto in Europa la pasta italiana subisce (ma non troppo) l’effetto Brexit, registrando un -2,7% a volume in UK.

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Insomma: trovare la pasta in ogni angolo del mondo ci può far sentire a casa ovunque ma significa anche scoprire ricette nuove, abbinamenti inaspettati o… “storpiature”. Pensando all’universo dei nuovi consumatori, AIDEPI e www.welovepasta.it, il sito di chi ama la pasta e la dieta mediterranea, hanno realizzato in occasione del World Pasta Day 2016 una mini guida per aiutare gli absolute beginners a preparare senza errori le ricette più famose e cliccate al mondo: pasta al pomodoro e basilico, carbonara, pasta al pesto, cacio e pepe, pasta fredda (primavera), pasta al ragù e amatriciana. Alcuni consigli? Cottura risottata per legare la pasta al pomodoro, uovo e pecorino a crudo (fuori fiamma) per salvare la carbonara, la manualità del mortaio (no al frullatore) per un pesto perfetto homemade, cottura lunga almeno 3 ore e poco sale per il ragù. E per chi vuole fare del bene al pianeta, risparmiando acqua e gas, c’è la cottura in pentola a pressione… SR

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