Gli italiani e il caffè, tra gusto, relax e salute

Gli italiani e il caffè, un amore speciale. In una tazzina c’è condivisione e meditazione, scambio di informazioni e gossip ma anche relax e energia. Questo è quanto emerge dall’indagine “Gli Italiani e il caffè” condotta da AstraRicerche per conto del Consorzio Promozione Caffè, che ci presenta il caffè, alimento amatissimo dagli sportivi, in una luce nuova (complice anche Covid-19…).

Gli italiani e il caffè, un connubio indissolubile. Per noi italiani, infatti la via del piacere passa anche, e soprattutto, dal caffè. In una tazzina c’è condivisione e meditazione, relax e energia, scambio di informazioni e gossip. Questo è quanto emerge dall’indagine “Gli Italiani e il caffè” condotta nel 2020 (a ottobre, n.d.r.) da AstraRicerche per conto del Consorzio Promozione Caffè, tramite interviste on line su un campione rappresentativo di 1.000 individui, di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Il caffè, come ben sa chi legge MyFitnessMagazine, è un alleato perfetto per chi fa sport: grazie al suo potere energizzante e al supporto nel bruciare i grassi, si rivela un valido aiuto per ottimizzare le performance sportive.

La caffeina, infatti, è uno stimolatore di energia e per questo aiuta a metabolizzare i grassi. Inoltre stimola la combustione degli acidi grassi e produce energia.

E se una tazzina di caffè può aiutare a migliorare le proprie performance, è altrettanto vero che è importante gratificare anche il palato bevendo un caffè di ottima qualità. Scopriamo insieme alcune curiosità legate al caffè e alle abitudini degli italiani

Gli italiani e il caffè, amore puro

L’indagine da AstraRicerche per conto del Consorzio Promozione Caffè, che aggiorna e arricchisce la fotografia delle abitudini di consumo degli italiani realizzata nel 2014 sempre da AstraRicerche, conferma il quasi unanime amore degli italiani per il caffè, nonostante il cambiamento vissuto a livello nazionale e mondiale dall’emergenza Covid-19 e dal lockdown: ben il 96,6%, infatti, dichiara di consumare, almeno saltuariamente, caffè o bevande a base di caffè (96,5% nel 2014). Quasi 4 italiani su 10 bevono da 2 a 3 tazzine al giorno e lo stesso numero ne beve dalle 3 alle 4. Il consumo cresce al crescere dell’età ed è maggiore al Sud e nelle grandi città.

Si conferma la predilezione degli italiani per un consumo domestico, tra le mura della propria casa, oggi come nel 2014 (90,3%nel 2020e 89,4% nel 2014).

Il bar, luogo a volte ad alta densità di clienti, patisce il lockdown e le successive restrizioni agli spostamenti, scendendo nelle preferenze dal 77,5% del 2014, al 65% di quest’anno: percentuali comunque sempre alte, a testimonianza che, pur con le limitazioni, i minuti al bar restano un tempo prezioso, simbolo della bellezza dello stile di vita italiano.

Ciò che attrae del caffè al bar è la sua bontà (primo motivo di scelta per 4 italiani su 10), la pulizia e l’atmosfera del locale.

Manca il caffè al bar

Come emerge dalla survey, il Covid-19 e l’isolamento forzato rappresentano esperienze che hanno tolto agli italiani una parte importante della loro quotidianità: il 60,3% ha sentito la mancanza del rito del caffè al bar.

In particolare, è mancata una piacevole routine dell’inizio della giornata, l’incontro con gli amici e il gusto del caffè preparato al bar.

Non solo: una percentuale ancora superiore, pari a oltre il 65% dei lavoratori e degli studenti, ha sofferto anche l’assenza della pausa caffè nel luogo di lavoro o di studio.

Rispetto al 2014, gli Italiani sotto il segno del Covid hanno ridotto la quantità dei momenti del caffè, ma non la loro rilevanza: resta saldo il caffè appena svegli, fondamentale per quasi l’80% degli italiani, che lo reputa il primo alleato per affrontare la giornata” dichiara Cosimo Finzi, Direttore di AstraRicerche. “Il cambiamento invece si registra maggiormente sui gusti: certo, gli italiani conservano una certa fedeltà al caffè base, “normale”, ma è aumentata in modo rilevante la curiosità verso preparazioni alternative, come il cappuccino o il caffè ristretto”. Un cambiamento si conferma anche nella modalità di preparazione: la moka, storicamente la regina della casa, viene utilizzata oggi dal 37,2% degli italiani, ed è leggermente superata dalla macchina con cialde o capsule, preferita da quasi il 40%.

Il rapporto “emotivo” con il caffè

La ricerca non si è però limitata a tracciare i comportamenti e le preferenze di consumo: è stato anche rilevato il vissuto, il rapporto “emotivo” sviluppato con il caffè. E su questo gli italiani non smentiscono le aspettative: il caffè è associato a pensieri di benessere, a sensazioni di comfort e di calore.

Significa prendersi una pausa (85%); è il pretesto per fare quattro chiacchiere con amici o colleghi di lavoro (82,3%), è il simbolo dell’italianità (l’84,3%).

L’83.7% degli italiani definisce il caffè, semplicemente, uno dei piaceri della vita (83,7%).

Le valenze positive del caffè proseguono: ormai è stato compreso che il caffè fa bene alla salute, migliora l’umore, dà la carica, aumenta la concentrazione e le prestazioni mentali.

Bere un caffè è un piacere

Anche a livello personale, per quasi 6 persone su 10 bere un buon caffè è un piacere e per poco meno della metà degli intervistati rappresenta un momento di relax. Un quarto degli italiani lo considera una pausa per rilassarsi durante la giornata; addirittura, per un terzo è un momento “introspettivo”, da vivere da soli.

Il caffè non colpisce solo al cuore: è una vera esperienza multisensoriale.

“I sensi sono fondamentali per un’analisi ottimale del caffè, sia per un degustatore professionista, in quanto rappresentano uno strumento insostituibile per definire la qualità di un caffè, sia per i “semplici” amanti di un buon espresso” dichiara Luigi Morello, Fondatore della MUMAC Academy. “Un espresso perfetto è riconoscibile al primosguardo, dalla crema e dalla tessitura; attraverso il gustosi colgono le note, tra amarezza e acidità; ci si lascia poi guidare dall’olfatto, per riconoscere gli odori positivi da quelli negativi e infine si apprezza, con il tatto, la corposità e astringenza.”

9 italiani su 10 apprezzano il caffè soprattutto per il gusto, e per l’aroma.

Non manca l’appagamento degli altri sensi: gli occhi (il “color caffè” piace all’80% dei consumatori) e l’udito: il suono della macchina del caffè al bar piace quasi a 7 intervistati su 10.

Caffè, un mondo poco conosciuto

Nonostante sia tanto amato, il caffè resta ancora un mondo poco conosciuto.

Solo un terzo degli italiani si dichiara informato riguardo a ciò che esiste “fuori dalla tazzina”, continua Finzi. “Tuttavia, l’interesse per il “food & beverage” è una tendenza in costante aumento, che coinvolge anche il caffè: quasi 8 intervistati su 10 vorrebbero infatti saperne di più, soprattutto sulle diverse varietà di caffè esistenti, sulle caratteristiche di gusto di ciascuna varietà e sulla lavorazione e provenienza”.

A proposito di maggiore conoscenza, dall’indagine AstraRicerche emerge che gli italiani hanno sviluppato una buona sensibilità sui temi della sostenibilità sociale ed ecologica e della qualità del prodotto.

Hanno infatti dichiarato che ci sono alcune caratteristiche che addirittura potrebbero determinare le preferenze d’acquisto: in particolare, in ambito di sostenibilità, al primo posto troviamo la garanzia del rispetto dei lavoratori in tutte le fasi di produzione e al secondo la provenienza biologica del prodotto. Riguardo alla qualità, quasi 7 consumatori su 10 confermano di preferire un prodotto biologicoe, nella stessa misura, un marchio che fornisca indicazioni sulle proprietà organolettiche e sulle diverse origini di produzione.

Abbiamo voluto, anche in un frangente complesso come quello attuale, comprendere i comportamenti, le preferenze e il rapporto “emotivo” dei nostri consumatori verso quella che possiamo ancora definire la “bevanda preferita” degli Italiani“ dichiara Patrick Hoffer, Presidente del Consorzio Promozione Caffè. “Non solo: siamo felici di aver scoperto che l’interesse per il caffè è più ampio del previsto, e si allarga verso i temi dell’esperienza multisensoriale, della provenienza geografica e della sostenibilità” conclude Hoffer.

Insomma, è un rapporto davvero particolare quello tra gli italiani e il caffè. Voi come lo giudicate?

Abbiamo parlato di caffè anche qui a proposito di caffè e sport e qui del ruolo del caffè contro la malattia di Alzheimer. Qui invece di caffè e sindrome metabolica.

(Simona Recanatini)

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