Dieta a rotazione per migliorare le performance atletiche

Che la dieta influisca sulle performance sportive è un dato di fatto. Per capire, però, come gestire l’assunzione degli alimenti, come stabilire quali siano quelli più indicati al nostro fabbisogno e quali quelli che infiammano il nostro organismo, è necessaria un’analisi più approfondita. Il test “PerMè”, messo a punto dai laboratori Gek, indaga proprio sull’impatto degli alimenti su fisico e risultati sportivi, indicando eventuali infiammazioni in corso e la “dieta a rotazione” da seguire per ottenere i migliori risultati.

La dieta, dicono gli esperti, pare influisca per il 70% sulle performance sportive. Questo vuol dire che se anche ci impegniamo in attività fisiche intense ma non ci alimentiamo adeguatamente, i risultati tarderanno ad arrivare o più probabilmente non arriveranno affatto!

Quando parliamo di dieta non indichiamo necessariamente una dieta dimagrante anche se il nostro retaggio culturale ci fa immediatamente pensare alla volontà di perdere peso. Con dieta adeguata si intende l’introduzione di tutti i macronutrienti necessari per mantenere attivo e sano il nostro corpo e va calibrata in base al nostro dispendio energetico, la predisposizione genetica e molteplici altri fattori.

Dieta e potere infiammatorio dello zucchero

Quello di cui si tiene invece meno conto, ma che è ugualmente importante, è l’impatto che i cibi hanno sul nostro organismo a livello di infiammazione, ovvero, quanto infiamma il nostro corpo mangiare un determinato alimento.

Premesso che ciascuno di noi dovrebbe avere una dieta creata su misura, esiste una verità confermata da molteplici studi:  lo zucchero ha un fortissimo potere infiammatorio.

Abbiamo già affrontato qui su MyFitnessMagazine questo argomento, svelando quanto lo zucchero fosse deleterio per il nostro organismo e avesse addirittura una stretta correlazione con il Covid (qui potete approfondire questo argomento).

Infiammazione e basso rendimento sportivo

Le ricerche più recenti nel campo della nutrizione confermano che l’infiammazione, (anche quella correlata con il cibo, descritta da Lied nel 2010), può essere responsabile di molti disturbi inclusa la fatica cronica e il basso rendimento sportivo.

Esiste infatti una relazione rilevante tra nutrizione e infiammazione muscolare, rendimento fisico, metabolismo e ritenzione idrica.

Ma è possibile valutare e eventualmente correggere cattive abitudine grazie a un semplice test del sangue in grado di misurare citochine specifiche come BAFF, PAF e indicatori infiammatori dovuti all’eccesso individuale di “zuccheri”.

Con questo test è possibile identificare quali cibi o gruppi alimentari e/o zuccheri possano indurre o sostenere fenomeni infiammatori quando sono consumati in eccesso o troppo frequentemente.

Quando il nostro organismo è infiammato perché abbiamo ingerito lo stesso alimento per troppo tempo e ripetutamente, si creano situazioni di stress per il nostro corpo che portano a cefalea, accumulo di tessuto adiposo, incremento ponderale, senza contare altre patologie come acne, cistiti, gonfiore addominale e poi ancora artrite, fibromialgia, Lupus Eritematoso, dermatite, morbo di Crohn, colite fino ad arrivare a situazioni più gravi come le malattie autoimmuni.

Test “PerMè”: analisi e dieta a rotazione adeguata

Il test PerMè consente di controllare contemporaneamente i diversi aspetti infiammatori legati all’alimentazione, che possono essere causa di molti sintomi e disturbi, indicando il percorso e lo stile di vita alimentare adatto alle esigenze di ogni persona.

Grazie a questo test è possibile conoscere il profilo alimentare individuale, il livello dei marcatori di infiammazione, la personale sensibilità agli zuccheri e le eventuali predisposizioni genetiche presenti nell’organismo.

Questa analisi consente di definire i Grandi Gruppi Alimentari mangiati in eccesso o troppo frequentemente da ogni singolo atleta per potere impostare il suo specifico piano nutrizionale che prevede, rispetto ai livelli di glicazione, anche una scelta ottimizzata della assunzione di zuccheri.

Verranno suggeriti su base scientifica e personalizzata i cibi da gestire per modulare al meglio le risposte infiammatorie arrivando a mantenere, senza particolare sforzo, uno stile alimentare sano, completo e variato.

Dieta a rotazione per ritrovare l’armonia

A differenza di altre diete, la dieta a rotazione proposta dallo staff Gek Lab non prevede l’esclusione di un cibo per sempre, a meno che non ci sia una vera e propria allergia come nel caso di celiachia o intolleranza al lattosio.

Grazie al test è possibile definire una dieta personalizzata utile per modulare la risposta dell’organismo agli alimenti e agli zuccheri, abbassando i livelli di IgG, migliorando la sensibilità insulinica, riducendo le reazioni infiammatorie e ossidative e accompagnando l’organismo a ristabilire un corretto rapporto con il cibo.

Dieta e infiammazione: il caso Cagliari Calcio

Il team Gek ha intrapreso una collaborazione con la Società Sportiva del Cagliari Calcio per valutare lo stato di infiammazione dei giocatori. Dopo aver sottoposto la squadra al test “Per Mè” e dopo aver indicato ai giocatori i cibi giusti da inserire nella propria dieta, le performace sportive sono migliorate.

In particolare, si è potuto notare come i giocatori performavano bene anche negli ultimi minuti di partita, quando la fatica si fa sentire di più, riuscendo a ottimizzare e utilizzare al meglio le energie nel corso dei 90 minuti di gioco.

Un bel vantaggio rispetto agli avversari che ha contribuito a portare la squadra del Cagliari a risultati  sempre più entusiasmanti.

L’infiammazione da cibo può  incidere anche sull’ apparato muscolo scheletrico.

Quando il tessuto muscolare è infiammato, infatti,  l’acqua extracellulare aumenta e anche in un muscolo ben allenato il corretto assetto biomeccanico diventa eccentrico e può favorire danni e lesioni dovuti a sovraccarico funzionale o da usura per ripetizione del gesto atletico.

Numerosi atleti usano farmaci anti-infiammatori per controllare questi disturbi, ma uno stato infiammatorio cronico può essere risolto agendo causalmente con un approccio nutrizionale adeguato che agisca direttamente abbassando i livelli dei mediatori dell’infiammazione.

Anche la relazione con il dolore muscolo tendineo e con quello articolare può essere controllata attraverso la riduzione della infiammazione cibo-correlata.

La recente letteratura scientifica sta supportando la correlazione tra BAFF, PAF, MGO e specifiche patologie come le artropatie, mettendo in evidenza il fatto che il dolore articolare può essere correlabile anche con le abitudini alimentari.

I 5 grandi gruppi alimentari

I 5 Grandi Gruppi alimentari identificati sono: frumento e glutine, latte e prodotti correlati, nichel, lieviti e sostanze fermentate, oli cotti.

Attraverso la conoscenza innovativa di questi gruppi, è possibile affrontare le risposte infiammatorie correlate al cibo (non IgE- mediate) ponendo l’obiettivo sul recupero del fisiologico rapporto con tutti i cibi, senza escluderne alcuno.

Quando compaiono disturbi infiammatori o specifiche malattie correlate a zuccheri e alimenti, la eliminazione dell’alimento (profondamente scorretta e inefficace nel medio-lungo periodo) appare spesso come l’unica possibile soluzione del problema.

Nei laboratori Gek invece ci viene spiegato che “nessun cibo è nemico” e che al contrario è possibile, attraverso una dieta di rotazione che imita il processo dello svezzamento, recuperare un corretto rapporto con l’alimento stesso.

Come funziona la dieta a rotazione

In una dieta a rotazione, l’alimento che provoca infiammazione non deve essere consumato in alcuni giorni (i giorni di “dieta”) ma deve venir reintrodotto solo in certi giorni (i giorni “liberi”) e così facendo si dà l’opportunità al sistema immunitario di “resettarsi” (in un tempo in genere compreso tra le 36 e 72 ore) e abbassare il livello di infiammazione.

Il cibo non è nemico. Eliminare del tutto un gruppo alimentare, infatti, porta ad aumentare l’introduzione di altri cibi che rischiano di stimolare lo stesso tipo di infiammazione dovuto, questa volta, ai nuovi cibi introdotti in eccesso.

Seguendo la dieta a rotazione personalizzata, è possibile abbassare significativamente il livello di infiammazione generale, regolarizzare la sensibilità insulinica e mantenere l’organismo in salute, diminuendo il rischio di danni muscolo-tendinei o articolari e migliorando il metabolismo e la performance atletica.

Come e dove eseguire il test

Se desiderate approfondire questo argomento della dieta a rotazione e prenotare un test potete consultare il sito GEKLAB. Un team di professionisti è a vostra disposizione per ogni tipo di richiesta.

GEK è attiva nel campo della diagnostica e della medicina personalizzata, con oltre otto anni di investimenti nella ricerca e nello sviluppo di prodotti relativi allo studio e alla diagnosi dell’infiammazione, di tutte le sue espressioni e del rapporto con l’alimentazione.

L’obiettivo è offrire un approccio completo e sistemico all’infiammazione: dalla ricerca alla misurazione, dal controllo alle applicazioni cliniche. Ad oggi, sono stati consegnati più di 180.000 referti medici attraverso gli oltre 1.500 centri partner in Italia, Spagna, Regno Unito e Svizzera.

(Alessandra Longo)

 

Ph. Credits: Unsplash

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