Settembre, riprendere ad allenarsi con grinta grazie alla Mindfulness

Settembre: come è possibile riprendere ad allenarsi con grinta? MyFitnessMagazine.it ha interpellato a tal proposito la la Dottoressa Maria Carmela Rosa, psicologa di MioDottore, che ci ha parlato della Mindfulness in ambito sportivo. Un apporto significativo alla diffusione della Mindfulness tra gli sportivi è giunto da alcuni atleti d’eccellenza come Novak Djokovic, Lebron James, Kobe Bryant o dal campione olimpico di carabina Niccolò Campriani.

Settembre è arrivato ma la voglia di riprendere ad allenarsi con grinta no… Come fare per tornare ad allenarci seriamente? MyFitnessMagazine.it ha interpellato a tal proposito la Dottoressa Maria Carmela Rosa, psicologa, di MioDottore, che ha aderito al progetto di video consulenza online attivato dalla piattaforma, che ci ha offerto un interessante punto di vista sulla Minduflness in ambito sportivo.

Come riprendere ad allenarsi con grinta

Riprendere ad allenarsi: istruzioni per l’uso. Questo articolo offre l’opportunità di creare una connessione tra la pratica sportiva, sia essa agonistica o non agonistica, sia essa praticata da atleti pluripremiati o da persone comuni, e la Mindfulness che fornisce un importante contributo allo sport e al benessere globale.

La Mindfulness è un allenamento fondato su esercizi specifici che coinvolgono il corpo e l’attenzione il cui fine è coltivare l’abitudine alla consapevolezza per conseguire uno stato mentale più incline alla soddisfazione e alla felicità.

La Mindfulness è uno stato mentale da esercitare in ogni momento, da coltivare in qualsiasi condizione, proprio perché edificata sull’accettazione e la fresca apertura della mente a quello che c’è nel momento presente.

Un aiuto dalla Mindfulness

La popolarità che la Mindfulness sta acquisendo giorno dopo giorno sta richiamando l’attenzione di atleti di ogni disciplina sportiva, di coach, preparatori mentali e figure che a vario titolo operano nel mondo dello sport.

Un’ulteriore modalità con cui può essere praticata la Mindfulness è l’Hatha Yoga, una branca dello Yoga fondata sullo sviluppo della forza e della resistenza fisica attraverso posture ed esercizi specifici.

Un apporto significativo alla diffusione della Mindfulness tra gli sportivi è giunto da alcuni atleti d’eccellenza come Novak Djokovic, Lebron James, Kobe Bryant e alcuni italiani come il campione olimpico di carabina Niccolò Campriani, che hanno tratto e traggono ancora benefici da questo training mentale.

La pratica della Mindfulness ruota attorno a due concetti fondamentali: quello di consapevolezza e quello di concentrazione.

La consapevolezza è la capacità di agire in modo intenzionale, dirigendo uno sguardo puntuale, ma non giudicante a ogni cosa si faccia, si dica, si pensi.

La concentrazione è la capacità cognitiva di dirigere l’attenzione verso il suo oggetto in maniera pura, senza l’interferenza del pensiero che risente dell’esperienza passata o delle proiezioni sul futuro.

Secondo la definizione di Jon Kabat-Zinn scienziato e teorico del protocollo MBSR, Mindfulness significa “porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante” (1994).

Coltivate l’attenzione e la concentrazione

Dunque, la Mindfulness è una disciplina che insegna a coltivare l’attenzione e la concentrazione in modo saggio, salutare e pulito.

L’obiettivo è quello di conoscere se stessi e il mondo attorno per ciò che realmente sono: guardandoli con freschezza e capacità di accettazione, imparando a radicarsi nel momento presente e procedere nella vita senza stress, un passo alla volta.

Se resta ancorata a ciò che accade qui e ora, la mente esprime la sua potenzialità piena lavorando con l’unico materiale possibile: la realtà di quel che c’è nel momento in cui sorge; non si affatica a inseguire il passato e il futuro, non si affatica a rimpiangere, soffrire per l’incertezza e il confronto, la frustrazione, l’ansia e le tante emozioni conflittuali della vita di ogni giorno.

Il modo migliore per approcciare la Mindfulness è “non considerarla una tecnica”, perché è un’esperienza pratica che ogni persona, ogni atleta, può accogliere nella propria vita per trarne benefici sul piano psico-fisico.

I corsi consistono in un vero e proprio training intensivo dell’attenzione, infatti si utilizza la concentrazione per decondizionare la mente dagli automatismi e dalle abitudini non funzionali per il benessere mentale e fisico. Questa pratica permette di comprendere sempre meglio il funzionamento stesso della mente.

Le prime attività nello sport risalgono agli anni ’80, ma il grande sviluppo avvenne a partire dai primi anni ‘90 quando fu introdotta nel Basket NBA.

Se si domanda a chiunque quanto sia rilevante la componente mentale sui risultati sportivi, la risposta sorprenderà. Infatti, si considera una percentuale di incidenza che oscilla tra l’80 e il 90%. Questo assume validità per qualsiasi sportivo, indipendentemente dallo scopo per cui si pratica l’attività fisica. 

Il parere della dottoressa Maria Carmela Rosa

DOTTORESSA, COME SI FA A RIPRENDERE AD ALLENARSI E RAGGIUNGERE QUELLA PREZIOSA CARICA DI ENERGIA E DI BENESSERE?

Stiamo vivendo un periodo storico molto particolare, una pandemia ci ha costretto a cambiare totalmente le nostre abitudini, la nostra routine e ci ha tolte possibilità d’azione.Per uscire dal torpore di questo stato dell’arte, lo sport e l’attività fisica, siano esse agonistiche o non, possono rappresentare un ritorno a sentire il proprio corpo e percepire le sensazioni che questo ci rimanda.

Attraverso la pratica costante della Mindfulness ci si può riconnettere al presente e ritrovare la concentrazione sul momento presente e di conseguenza sul proprio corpo.

Inoltre, mediante un percorso di respirazione guidata, molto utile quella aerobica, processo che consiste nella demolizione di sostanze organiche complesse come gli zuccheri, è possibile ricavare l’energia fondamentale per l’esercizio fisico. Tutto questo può, e forse in taluni casi, essere accompagnato da un percorso di sostegno psicologico che possa permettere alle persone di ritrovare la giusta motivazione per uscire di casa e ritornare a praticare sport senza ansia e stress.

DOVE TROVARE LA GIUSTA MOTIVAZIONE? QUALI CONSIGLI PRATICI?

Ritengo che l’utilizzo della pratica della Mindfulness possa risultare di grande aiuto.

PERCHÉ LO SPORT CI AIUTA A RITROVARE IL CORRETTO EQUILIBRIO PSICOFISICO?

La questione relativa alla relazione tra corpo e cervello si presenta, fin dalla filosofia antica, come un dibattito centrale nell’analisi del soggetto umano. È ormai lontano il pensiero Platonico secondo il quale corpo e mente/cervello sono entità separate e indipendenti. Oggi si può infatti parlare di entità interconnesse, in cui i sistemi nervoso, immunitario ed endocrino comunicano tra loro mettendo in relazione cervello, emozioni e corpo: ciò si traduce in una reciproca relazione e influenza tra benessere fisico e benessere psichico.

L’interconnessione tra attività fisica e attività cerebrale è dunque molto forte: l’esercizio fisico ha effetto sull’encefalo e viceversa.

L’attività fisica regolare è importante per mantenere uno stile di vita sano, fa bene ai muscoli e alle ossa, ed è fondamentale per lo sviluppo e il mantenimento del nostro cervello. Possiamo dunque affermare che esiste una relazione biunivoca tra il nostro sistema nervoso e il sistema muscolare.

COME LO SPORT CI AIUTA A TENERE LONTANI I PENSIERI NEGATIVI?

L’attività fisica permette il rilascio a livello cerebrale di sostanze chimiche come la dopaminae le endorfine che incrementano uno stato di rilassamento e buonumore e facilitano l’eliminazione delle sostanze chimiche che hanno favorito stress, ansia e malumore, come ad esempio il cortisolo. Un articolo pubblicato sulla nota rivista scientifica “Science” ha messo in evidenza come l’infiammazione cronica periferica, possa contribuire all’accumulo nel cervello di una sostanza tossica per la serenità, la chinurenina, che può essere ridotta o eliminata da un enzima prodotto dai nostri muscoli quando facciamo attività fisica.

Secondo le teorie più recenti (Ochsner e Gross, 2007) le emozioni sono risposte a specifici stimoli (esterni o interni), connotate da una valenza, che implicano cambiamenti su sistemi di risposta multipli.

Un’attività fisica regolare aiuta a controllare le emozioni negative provate dall’uomo, come l’ansia, la tristezza, la rabbia e la paura, attraverso la produzione e la trasmissione di endorfine generate durante l’esercizio fisico aiutando a ristabilire l’equilibrio e la connessione tra corpo e mente.

COME LO SPORT AIUTA A RITROVARE LA FIDUCIA IN NOI STESSI?

Nella vita, il mancato o parziale raggiungimento di alcuni obiettivi innesca un loop che non incide positivamente sulla nostra autostima. Praticare una qualsiasi attività fisica, di squadra o meno, non è sufficiente per far sì che come per magia la nostra autostima aumenti poco a poco; quello che serve è anche un giusto atteggiamento mentale con noi stessi. Inoltre, ottenere buoni risultati facendo sport o praticando attività fitness richiede un setting mentale positivo e forte, in altre parole quello che dobbiamo avere è una grande autostima e una forte capacità nel darci feedback per aumentare la nostra autoefficienza.

In altre parole, il detto latino mens sana in corpore sano è un’implicazione a doppio senso di marcia, che ci ricorda che l’uno non si può ottenere senza l’altro e viceversa.

Facciamo un po’ di chiarezza, l’autostima non è una componente fuori dalla nostra persona, anzi è parte integrante e collaborativa del carattere, riguarda il proprio essere.

Se riusciamo a costruirci un’autostima elevata di noi e a capire che questa non può e non dev’essere suscettibile agli avvenimenti esterni, possiamo affrontare sconfitte e imprevisti in ambito sportivo, e non solo, senza che questi creino in noi pericolosi loop negativi. La distinzione tra essere e agire è di fondamentale importanza per il raggiungimento di una sana autostima e per l’introduzione di un altro concetto importante, quello di autoefficienza. Essa riguarda il nostro agire, possiamo essere più o meno bravi a fare un esercizio o ad allenarci, e in questo misuriamo la nostra autoefficienza, ovvero la nostra capacità di svolgere un esercizio e/o una prova nel migliore dei modi. Questa misura non tocca in alcun modo chi siamo e la nostra autostima.

Cosa ne pensate dei consigli della psicologa Maria Carmela Rosa per riprendere ad allenarsi con grinta? Qui trovate un articolo degli esperti di Mio Dottore a proposito di dieta vegana e sport.

 

Foto apertura: Unsplash (mitchell-griest-fbXHHCiheVM-unsplash)

 

 

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