Il salmone selvaggio dell’Alaska, ottima fonte di Omega 3 (ma non solo)

Il salmone selvaggio dell’Alaska è un’ottima fonte di preziosi nutrienti. Non solo Omega 3 e proteine, come ben sanno tutti gli sportivi, ma anche i migliori acidi grassi, vitamine del gruppo B, vitamina D e calcio (preziosi per la costituzione di ossa e muscoli) e, infine, potassio (importante elettrolita necessario per la contrazione muscolare).

Gennaio è il Mese del Pesce dell’Alaska in molti paesi europei e per questa occasione abbiamo voluto sottolineare le ragioni per cui i pesci dell’Alaska, e in particolare il salmone selvaggio dell’Alaska, dovrebbero rappresentare una presenza costante sulla tavola degli sportivi.

Il salmone selvaggio dell’Alaska, di cui vi abbiamo parlato in precedenza nell’articolo “Il salmone selvaggio dell’Alaska, un alleato prezioso per chi fa sport”, è un’ottima fonte di proteine e non contiene soltanto una delle maggiori concentrazioni di acidi omega 3 ma anche i migliori acidi grassi.

Il salmone selvaggio dell’Alaska, ottima fonte di Omega 3

I due più importanti componenti sono EPA e DHA, che si presentano come le migliori tra le fonti dei prodotti di mare. L’omega 3 vegetale è diverso e non produce gli stessi benefici. Solo un tipo di omega 3, l’ALA, viene dalle piante ed è usato per produrre energia. Deve però essere convertito sotto forma di lunghe catene alimentari per essere utile, procedimento non a portata del nostro organismo.

Quando si parla di omega 3, i maggiori effetti benefici sono quelli che offre il pesce grazie agli acidi grassi essenziali polinsaturi EPA e DHA. Sono essenziali perché il nostro corpo ne ha bisogno per funzionare correttamente ma non è in grado, come accennavamo, di produrli da solo.

Questi acidi grassi sono derivati metabolici dell’omega 3 e sono importanti per lo sviluppo fetale, per i neuroni e come funzione immunitaria. Inoltre, sono un aiuto per la salute degli occhi e sono un’importante componente della membrana cellulare.

Sia EPA sia DHA sono grassi acidi che consumiamo attraverso la dieta, dal momento che il nostro fisico non riesce a produrne a sufficienza per compensare le sue reali necessità.

Assumendo il salmone selvaggio dell’Alaska almeno due volte a settimana si ottiene la quantità necessaria a mantenere l’organismo in perfetta forma. E per uno sportivo, come ben sappiamo, questo è un punto importantissimo.

Omega 3: un antinfiammatorio naturale

Allenamenti faticosi possono avere conseguenze negative per il fisico. Se state iniziando una certa attività è importante contrastarne gli eventuali effetti infiammatori.

Il cibo non solo “alimenta” l’attività fisica ma, in alcuni casi, aiuta a riparare, guarire e a rimettervi in forma per il prossimo allenamento.

È il caso del salmone selvaggio dell’Alaska, indicato per contrastare l’infiammazione causata da un allenamento intenso, riducendo il dolore muscolare che rimane per uno o due giorni dopo l’allenamento. L’omega 3 può anche aiutare a ridurre alcuni sintomi come il gonfiore, il dolore articolare e alleviare la fatica.

La funzione cerebrale e la salute degli occhi

Gli acidi grassi omega 3 hanno dimostrato di supportare la funzione cerebrale e la salute aiutando a riparare e rigenerare le cellule, un’azione importante per aiutare a ridurre il declino cognitivo. Sono anche una componente chiave per la funzione della retina, abbassando il rischio della degnazione della macula e altri problemi legati alla vista.

Vitamine del gruppo B: la squadra dell’energia

Molte vitamine del gruppo B trasformano il cibo in energia. Diversi pesci dell’Alaska contengono vitamina B6 e B12, un valido aiuto per questo processo.

La B6 è essenziale per la produzione di globuli bianchi indispensabile per la loro funzione immunitaria, per la sintesi dei neurotrasmettitori e aminoacidi e per la conversione di glicogeno dei muscoli per l’energia.

La B12, che si trova solo in alimenti animali, è importante nella produzione di globuli rossi. Aiuta anche il metabolismo per l’energia aerobica mantenendo l’emoglobina che aiuta a trasportare l’ossigeno.

Dunque, se siete atleti o persone sportivamente attive, ottimizzando la capacità aerobica nel sangue otterrete il massimo dalle vostre prestazioni.

Vitamina D e calcio: nutrienti per la costituzione di ossa e muscoli

Sapevate che negli USA il 41% degli adulti sono scarsi in vitamina D? Il salmone selvaggio dell’Alaska è uno dei pochi cibi che contiene vitamina D, la vitamina che aiuta a mantenere le membrane cellulari sane, che supporta la funzione immunitaria e mantiene forti ossa e muscoli.

Dato che si tratta di una vitamina solubile nel grasso, necessita di grasso per essere assorbita, esattamente come avviene nel salmone selvaggio.

Anche un solo salmone Sockeye o rosa contiene la necessaria quantità di vitamina D che serve per un’intera giornata.

Le persone con poca vitamina D hanno un assorbimento di calcio non ottimale per il mantenimento in salute di ossa e muscoli, quindi è fondamentale assumerne abbastanza per la loro buona conservazione. La vitamina D è anche un antiossidante e rimuove i dannosi radicali liberi prodotti dalle nostre cellule in conseguenza di attività sportive e di esercizi fisici.

Il salmone selvaggio dell’Alaska, dunque  contiene nutrienti che aiutano a costruire e a mantenere forti ossa e muscoli oltre a contenere calcio, fosforo e magnesio.

Quello in scatola, pronto al consumo, è delizioso e naturale. Non serve nessuna aggiunta se non un pizzico di sale per insaporirlo. È molto morbido, perfetto per essere mescolato con altri ingredienti.

Il salmone Pink dell’Alaska ha il quadruplo di omega EPA e DHA e la vitamina D 12 volte superiore rispetto alle più comuni carni o pesci in scatola, oltre al 12% della dose raccomandata per gli adulti.

Potassio: un importante elettrolita

Il potassio, come il sodio, è un importante elettrolita necessario per la contrazione muscolare. Infatti, trasmette impulsi nervosi e mantiene l’equilibrio dei fluidi nel corpo. Protegge anche dalle malattie cardiache abbassando la pressione sanguigna. Il potassio regola le perdite di sodio, aiuta a prevenire la disidratazione e ha inoltre un ruolo attivo nella metabolizzazione dei carboidrati e delle proteine.

Atleti professionisti, nei loro allenamenti, necessitano di maggior quantità di potassio. Allenarsi alle competizioni con alte temperature e con conseguenti perdite di sudore può richiedere un aumento di potassio nella dieta, così come di sodio, per evitare crampi muscolari, nausea, affaticamento, debolezza e inappetenza.

Numerose specie di pesci dell’Alaska sono ottime fonti di potassio, da associare con insalata, banane patate, patate dolci, pomodori e carote, altrettanto ricchi in potassio.

Per saperne di più visitate il sito www.alaskaseafood.it. Troverete storia, curiosità e notizie nutrizionali oltre a tantissime ricette straordinariamente creative.

Conoscete il salmone selvaggio dell’Alaska e la sua ricchezza di Omega 3?

(Simona Recanatini)

Foto: courtesy of ufficio stampa Alaska Seafood.

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