Future Health: gli italiani, la salute e la sanità integrata

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Salute. Gli italiani sono sempre più coinvolti nelle questioni riguardanti la propria salute, che passa da un’alimentazione corretta e da uno stile di vita attivo. Partendo da questo presupposto e sulla scia di un importante studio internazionale condotto in 13 paesi (Future Health Index), Philips ha presentato i risultati di un’interessante ricerca di scenario sui nuovi pazienti digitali e sul traguardo della sanità integrata, per comprendere e interpretare le abitudini e le necessità dei cittadini italiani rispetto al proprio stato di salute e per analizzare il ruolo cruciale svolto dalla trasformazione digitale in ambito sanitario. L’indagine è stata condotta dalla società Strive Insight nel mese di maggio 2016 su un campione rappresentativo della popolazione italiana di pazienti (metodo CAWI su un campione di 2.209 partecipanti di età compresa tra i 18 e gli 80 anni che hanno consultato un professionista sanitario negli ultimi 3 mesi). Il quadro generale? Una popolazione attenta al proprio stato di salute, consapevole delle proprie condizioni e sempre più spinta a utilizzare innovativi sistemi che facilitano l’accesso alle cure sanitarie. La ricerca spalanca le porte alla trasformazione digitale in campo medico come risposta ai bisogni attuali nell’ottica di un miglioramento del sistema sanitario. Una rivoluzione che, grazie alle tecnologie di “Connected Care”, dovrebbe traghettare il sistema sanitario da un sistema di “welfare di stato” a un “welfare di community” in cui tutti i soggetti sono attivi e contribuiscono al buon funzionamento della sanità nazionale, alla riduzione della spesa sanitaria complessiva e, nel lungo termine, al miglioramento dello stato di salute dell’intera popolazione.
Il 58% degli intervistati ha una percezione positiva del proprio stato di salute. Questa percentuale aumenta nei più giovani (sale al 70% negli under 34). Con l’avanzamento dell’età si denota una variazione in negativo, influenzata dall’insorgenza di patologie. Risulta, infatti, che l’83% degli over 55 è affetto da almeno una patologia.

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Un focus sulle patologie più diffuse in Italia conferma il primato delle malattie respiratorie e cardiologiche. Gli italiani, soprattutto i più giovani, pur avendo una percezione positiva cercano rassicurazioni sul loro stato di buona salute recandosi spesso dal medico o all’ospedale. In media vengono effettuate 5 visite mediche all’anno (le donne più degli uomini si recano dal dottore) e 1 italiano su 5 dichiara di aver trascorso almeno una notte all’ospedale negli ultimi 3 mesi precedenti all’indagine, percentuale che sale al 24% tra i giovani. Si rileva, inoltre, una percentuale ragguardevole di intervistati che dichiara di non andare dal medico anche se necessario adducendo quali motivazioni la mancanza di tempo, la minimizzazione o la rimozione del problema di salute e i costi elevati.
Gli italiani (soprattutto i più giovani) prestano attenzione al proprio stato di salute lo dimostra il dato che il 45% degli intervistati possiede almeno un dispositivo di monitoraggio della salute e l’adozione di questo tipo di sistemi aumenterà con il crescere dei “nativi digitali”. L’elevato tasso di utilizzo (il 92%) mette in luce la volontà di prendersi cura di sé in modo attivo anche se gli indicatori legati all’attività sportiva e al fitness sono più utilizzati.

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L’esperienza con la sanità è giudicata positiva soprattutto da parte dei più “anziani”, la fascia di popolazione che usufruisce maggiormente dei servizi e che desidera performance ottimali. Emergono però alcune criticità e inefficienze a livello di “sistema” e sono le donne a mostrare una maggiore insoddisfazione e una minore fiducia.
L’aspettativa di una maggiore qualità derivante dall’attuazione di una Sanità integrata è alta. I pazienti italiani sono pronti a fare la loro parte (quasi la metà degli intervistati afferma di occuparsi attivamente della gestione della propria salute) ma necessitano di una maggiore chiarezza che li guidi all’interno di un sistema più strutturato. I benefici attesi sono soprattutto quelli di una maggiore efficienza di comunicazione tra paziente, sistema sanitario e medici. Burocrazia ed eccesso di regolamentazione sono visti come potenziali ostacoli alla trasformazione.
Sono gli anziani a riporre maggiore fiducia nel progresso del sistema sanitario (l’86% degli over 55 vs il 76% degli under 55 riconosce che un sistema sanitario integrato porterà a una più elevata qualità dell’assistenza sanitaria ricevuta), ma sono anche coloro che, in maggioranza, ne riconoscono le potenziali barriere.
Oltre la metà del campione intervistato individua nella burocrazia, nel costo e nelle politiche del sistema sanitario le principali barriere al miglioramento.
L’aspettativa di una qualità più elevata del sistema sanitario potrebbe essere una condizione sufficiente per modificare le abitudini delle persone ed orientarsi verso un sistema integrato. Il cambiamento per essere tale deve riflettersi nei comportamenti e questo richiede processi di educazione trasversale che potrebbero richiedere tempo e impegno. La “Connected Care” troverà terreno fertile nelle generazioni più giovani che potranno essere utilizzate come “volano” per coinvolgere ed educare le generazioni più mature come già è avvenuto nell’ utilizzo della tecnologia mobile in generale.
Cresce, infine, I’aspettativa di un sistema di “Connected Care” non solo nella fase di monitoraggio ma anche nelle fasi di prevenzione e cura: si tratta di una rivoluzione che dovrebbe poter migliorare le condizioni generali di salute dell’intera popolazione.
“Questo ricerca italiana vuole essere un prezioso strumento di ascolto e analisi per affrontare in maniera più consapevole e puntuale le sfide e le opportunità della sanità del futuro. Perché in Philips siamo profondamente convinti che il grande motore di questo cambiamento sia il paziente con un ruolo sempre più attivo e responsabile. Il nostro compito e obiettivo è quindi motivare le persone a prendersi carico del proprio stato di salute partendo da uno stile di vita sano, passando per la prevenzione fino alla eventuale fase di diagnosi, cura e convalescenza, per poi ricominciare dalla prevenzione, in un ciclo virtuoso e continuo della salute denominato Health Continuum” è il commento di Stefano Folli, CEO Philips Italia, Israele e Grecia. Riflettiamoci. SR

Photo: courtesy of Philips

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