L’esercizio fisico come medicina per la salute mentale

Camminare, pedalare, allenare la forza: i benefici dell’esercizio fisico riguardano anche il cervello. Wellness Foundation pubblica la terza guida della collana Exercise is Medicine, dedicata per la prima volta alla salute mentale e neurologica. Evidenze scientifiche tradotte in prescrizioni pratiche per medici e professionisti sanitari.

Depressione, demenza, Parkinson, sclerosi multipla, ADHD: per queste e altre condizioni neurologiche e mentali, la scienza indica l’esercizio fisico come strumento terapeutico. Wellness Foundation lo traduce in prescrizioni pratiche nella sua nuova guida, la terza della collana Exercise is Medicine.

Il cervello ha bisogno di movimento

Circa una persona su otto nel mondo convive con un disturbo mentale. Le patologie che colpiscono il sistema nervoso rappresentano il principale contributo al carico globale di malattia. Eppure uno degli strumenti più efficaci a disposizione è tra i più accessibili: l’esercizio fisico.

“Da oltre quarant’anni Technogym e Wellness Foundation lavorano per contribuire a un mondo migliore attraverso la salute e la prevenzione”, dichiara Nerio Alessandri, fondatore e CEO di Technogym e presidente di Wellness Foundation.

“Le evidenze ci dicono che l’esercizio fisico è lo strumento più potente, democratico e accessibile che abbiamo. Serve che i professionisti sanitari lo prescrivano con la stessa convinzione di un farmaco”.

La nuova guida di Wellness Foundation

“Exercise is Medicine: guida rapida alla prescrizione dell’esercizio fisico per la salute mentale e del cervello” è il terzo volume della collana promossa da Wellness Foundation, organizzazione non profit fondata nel 2003 da Nerio Alessandri. È il primo volume della serie interamente dedicato a cervello e salute mentale.

La guida è stata realizzata sotto la supervisione del Comitato Scientifico di Wellness Foundation. Il coordinamento è stato curato dalla dott.ssa Roberta Balestrino, neurologa dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e presidente dell’associazione Move Your Brain. Ha contribuito anche Joseph Firth, dell’Università di Manchester.

Il volume è sostenuto dall’American College of Sports Medicine e dall’iniziativa globale Exercise is Medicine®, di cui Technogym è Founding Partner.

Depressione e demenza: i dati della ricerca

Per la depressione, una revisione sistematica pubblicata sul BMJ nel 2024 ha rilevato riduzioni dei sintomi con diverse modalità di esercizio: camminata, corsa, yoga, allenamento della forza. Il programma va scelto in base alla valutazione clinica e alle preferenze della persona, integrandolo con gli altri interventi indicati.

Sul fronte della demenza i numeri sono significativi. I casi nel mondo, stimati in circa 57 milioni nel 2019, potrebbero arrivare a 153 milioni nel 2050. Un’analisi del Framingham Heart Study pubblicata su JAMA Network Open nel 2025 ha osservato che i soggetti con i livelli più elevati di attività fisica presentavano un rischio di demenza inferiore del 41% nella mezza età e del 45% nell’età avanzata. Sono dati osservazionali, ma indicano una direzione coerente.

La Commissione Lancet sulla demenza del 2024 identifica 14 fattori di rischio modificabili, tra cui l’inattività fisica. Intervenire su tutti questi fattori potrebbe prevenire o ritardare circa il 45% dei casi.

Dalla ricerca alla prescrizione personalizzata

La guida è articolata in tre sezioni: prevenzione primaria; trattamento delle principali patologie neurologiche (ictus, Parkinson, sclerosi multipla, demenza, epilessia, emicrania); gestione di condizioni mentali come depressione, ansia, ADHD e disturbi bipolari.

Per ciascun ambito, le evidenze scientifiche vengono tradotte in raccomandazioni pratiche. Dopo un ictus, l’esercizio può sostenere il recupero del cammino. Nel Parkinson, programmi specifici aiutano su mobilità ed equilibrio. Nella sclerosi multipla, l’esercizio strutturato può migliorare la funzione fisica e ridurre la fatica.

La distinzione fondamentale è tra attività fisica — qualsiasi movimento che comporti dispendio di energia — ed esercizio fisico: pianificato, strutturato, ripetuto, finalizzato a obiettivi specifici.

Per integrarlo nei percorsi di cura serve una prescrizione che definisca modalità, frequenza, durata, intensità e progressione.

Quanta attività serve?

Per la popolazione adulta, l’obiettivo indicato dall’OMS è 150-300 minuti settimanali di attività aerobica moderata, oppure 75-150 minuti di attività vigorosa, con attività di rinforzo muscolare almeno due giorni a settimana.

Ma anche quantità inferiori apportano benefici rispetto all’inattività. Per chi è sedentario, iniziare a camminare e aumentare gradualmente è già un primo passo significativo.

Foto in apertura di omid armin su Unsplash

(P.P.)

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