Tornare ad allenarsi dopo i 40 anni: i consigli degli specialisti per farlo in sicurezza

Ricominciare ad allenarsi dopo i 40 anni è possibile — e fa bene. Ma richiede un approccio graduale e consapevole, con qualche controllo medico in più. Tre specialisti di iDoctors spiegano come farlo senza farsi del male.

L’autunno è il momento in cui migliaia di italiani decidono di rimettere in moto il proprio corpo. Lo confermano i dati di iDoctors, prima piattaforma in Italia per la prenotazione online di visite specialistiche.

In questo periodo dell’anno infatti si registra un incremento del +200% delle richieste di appuntamento in medicina dello sport rispetto alla media annuale. Un secondo picco si ripete puntuale tra gennaio e febbraio.

A voler tornare in forma non sono solo i giovani. Il 28% delle prenotazioni arriva da chi ha già compiuto quarant’anni — una fascia d’età in cui il desiderio di ritrovare la forma fisica è forte, ma in cui è necessario un approccio più attento, graduale e controllato.

Per rispondere ai dubbi più frequenti, iDoctors ha raccolto il punto di vista di tre specialisti: il Dott. Giovanni Liberatori (Medico dello Sport), il Dott. Mario Baldi (Cardiologo) e il Dott. Ugo Del Prete (Fisiatra).

La “Sindrome di Highlander”: l’errore più comune

Riprendere lo sport dopo una lunga pausa porta spesso con sé un inganno sottile: la memoria motoria. Il corpo ricorda come si fa, ma non ha più la preparazione per sostenerlo.

Questo atteggiamento ha un nome preciso. Il Dott. Liberatori lo chiama “Sindrome di Highlander”: la tendenza a sopravvalutare le proprie capacità motorie reali, spinti dall’entusiasmo e dal desiderio di ritrovare subito l’intensità dei vent’anni.

“Ricordare come si pratica uno sport non significa avere ancora la preparazione per sostenerlo”, spiega il Dott. Del Prete. “Bruciare le tappe può provocare sovraccarichi e infortuni, costringendo a interrompere proprio quell’attività che si era scelto di riprendere per stare meglio”.

Tra i comportamenti più rischiosi: allenarsi solo nel fine settimana, saltare il riscaldamento dinamico, trascurare i tempi di recupero, ignorare l’allenamento della forza. Tutti fattori che aumentano il rischio di lesioni muscolo-tendinee.

Come ricominciare: tre passi

Avere più di quarant’anni non è una controindicazione alla pratica sportiva. È però il momento giusto per adottare un metodo.

“Suggerirei tre passaggi”, spiega il Dott. Del Prete: “valutare da dove si parte, prepararsi e procedere con gradualità. Il programma deve tenere conto della salute, del periodo di inattività e di eventuali problemi muscolari o articolari. Si comincia con sedute brevi e un’intensità gestibile, aumentando l’impegno nel tempo”.

Gradualità non significa lentezza. Significa costruire una base solida prima di aumentare il carico, ascoltare i segnali del corpo e rispettare i tempi di recupero — che dopo i quaranta si allungano.

I controlli medici da fare prima di iniziare

Prima di tornare in pista, alcuni controlli sono fortemente raccomandati. Con l’avanzare dell’età possono aumentare fattori di rischio cardiovascolare — ipertensione, colesterolo elevato, alterazioni della glicemia — che spesso rimangono silenziosi per anni.

Il Dott. Liberatori raccomanda un check-up completo che includa:

  • ECG a riposo, per valutare la funzione cardiaca di base.
  • Test ergometrico da sforzo (su cicloergometro o tapis roulant), per evidenziare eventuali aritmie o cardiopatie ischemiche.
  • Spirometria, per valutare la capacità polmonare reale.
  • Esami ematochimici, per verificare assetto lipidico, glicemia e funzionalità renale.

Il Dott. Baldi sottolinea inoltre la necessità di una visita cardiologica preventiva con ecocardiogramma color doppler transtoracico, in particolare per chi ha ipertensione, colesterolo alto, diabete, familiarità cardiovascolare o abitudine al fumo.

Il movimento fa bene al cuore (anche se non è estremo)

Il messaggio degli specialisti è chiaro: l’attività fisica regolare protegge, non espone. A patto di praticarla nel modo giusto.

“L’attività fisica regolare, soprattutto se moderata e praticata con continuità, aiuta la salute cardiovascolare e riduce il rischio di eventi acuti come l’infarto del miocardio o l’ictus”, conclude il Dott. Baldi. “Il beneficio non richiede allenamenti estremi: per la maggior parte delle persone è più importante muoversi con costanza e aumentare il carico in modo sostenibile e graduale”.

(P.P.)

Enjoymaymag


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