Il microbiota non va in vacanza: cibi e bevande utili per un intestino felice

Il microbiota non va in vacanza: cibi e bevande utili per un intestino felice. In una Top 7 la blacklist di cibi e bevande ed i semafori alimentari per l’intestino felice. Dalle bevande Zero che “confondono” la flora intestinale alle fritture che sabotano i batteri buoni, fino agli Snack salati o ultra proteici (FIT), con azione pro-infiammatoria. Spesso, infatti, contengono edulcoranti artificiali e spingono il microbiota a produrre composti tossici come ammoniaca e solfuri. Ebbene sì, bisogna fare attenzione anche a quelli…

Speciale Beauty CorpoIl microbiota non va in vacanza: cibi e bevande utili per un intestino felice. Oggi in Italia circa il 20% della popolazione soffre di colon irritabile, che interessa in prevalenza le donne. In termini di numeri, si stima che siano circa 6 milioni di italiani ad esserne affetti e in gran parte i veri responsabili di questi disturbi sono i batteri cattivi dell’intestino, alimentati da una nutrizione scorretta e poco attenta.

Come prevenire questi disturbi, a partire dallo stile di vita e dalla nutrizione equilibrata? Quali sono gli alimenti da assumere con moderazione o da eliminare dalla dieta di ogni giorno per ritrovare il nostro miglior equilibrio intestinale?

Il microbiota non va in vacanza: cibi e bevande utili per un intestino felice

A seguire i consigli del Dottor Manuele Biazzo, nutrizionista, biologo molecolare e Direttore Scientifico del Centro Microbiota e Longevità della Toscana, meglio noto ai suoi pazienti come Coach del Microbiota felice.

“Con l’arrivo dell’estate tornano nel nostro menù diversi alimenti e bevande molto apprezzati, che possono però avere effetti negativi sull’equilibrio del nostro microbiota intestinale”, afferma il Dottor Manuele Biazzo.

“Fra i cibi che possono mettere a rischio la salute dell’intestino troviamo le fritture e gli Snack confezionati e FIT, soprattutto se sono ricchi di dolcificanti artificiali, ma vanno assunti con moderazione anche gli alimenti ultra-processati, carenti di fibre e ricchi di additivi e conservanti”, prosegue.

“Senza dimenticare i grassi saturi e trans, il cui consumo eccessivo può favorire la crescita di batteri associati all’infiammazione e compromettere l’integrità della barriera intestinale. Ecco a seguire i miei consigli per un’estate a prova di microbiota felice”.

Con Soft drink e succhi a rischio la diversità microbica

Bevande gassate, tè freddi dolcificati, succhi confezionati contengono zuccheri semplici che alimentano batteri fermentativi pro-infiammatori, riducendo la diversità microbica intestinale e penalizzando così la varietà dei batteri che diventando meno diversificati sono anche più vulnerabili a infiammazioni e squilibri.

Semaforo giallo: meglio assumerli con moderazione, da una a due volte a settimana.

Bevande Zero: controllo glicemico in tilt e microbiota “confuso”

Aspartame, sucralosio e acesulfame-K sono fra i principali ingredienti delle bevande Zero, sempre più diffuse anche all’interno di diete proteiche o ipocaloriche in virtù del loro sapore dolce, ma senza calorie, che regala gratificazione anche a chi segue diete restrittive.

Ma questi componenti della loro formulazione alterano il microbiota intestinale, riducendo i batteri buoni e possono peggiorare il controllo glicemico, anche se a zero calorie. Non nutrono il microbiota, anzi, lo confondono.

Semaforo giallo: meglio concedersi un brindisi “Zero” non più di due volte a settimana.

microbiota e allenamentoFrittura, Mon Amour. Ma per l’intestino è un amore impossibile

Patatine fritte e fritto misto di pesce sono fra i piatti “cult” del menù estivo, ma – soprattutto se preparate con oli di scarsa qualità – hanno un impatto negativo sull’equilibrio del microbiota intestinale.

I grassi alteraticontengono, infatti, composti dannosi – come acidi grassi trans e prodotti di ossidazione lipidica – che favoriscono uno stato di infiammazione sistemica e intestinale, nota causa di disbiosi.

Questo tipo di preparazione può, inoltre, compromettere l’integrità della barriera intestinale inducendo l’effettoleaky gut” o dell’intestino permeabile, e facilitando il passaggio di tossine nel flusso sanguigno. Infine, va ricordato che la frittura riduce la popolazione dei batteri buoni e la diversità microbica dell’intestino.

Semaforo rosso: non più di una volta al mese

Snack salati & FIT: la merenda on-the-go non fa bene al Lactobacillus

Patatine, salatini, carne secca, mini salamini e mini insaccati: gli Snack confezionati spopolano perché sfiziosi e mini-size, ideali anche da tenere in borsa o nello zaino per una merenda on-the-go sotto l’ombrellone.

Ma sono altamente salati, contengono additivi e sono poveri di fibre, riducendo la presenza di Lactobacillus e promuovendo la diffusione dei batteri pro-infiammatori. Inoltre, non forniscono alcun nutrimento ai batteri buoni.

Le stesse considerazioni valgono per barrette e shake ad alto contenuto proteico e basso contenuto di fibre, che contengono spesso edulcoranti artificiali e spingono il microbiota a produrre composti tossici come ammoniaca e solfuri.

Infine, nelle carni e salumi confezionati, nitriti e sale alterano il microbiota e aumentano il rischio di malattie infiammatorie intestinali, anche in piccole dosi.

Semaforo rosso: non più di una volta ogni due settimane

Vino rosso e alcolici “sterilizzano” la flora intestinale

Gli alcolici possono avere un impatto negativo sull’equilibrio del microbiota intestinale, specialmente se consumati in eccesso o cronicamente. L’alcol, infatti, può “sterilizzare” la flora, aumentando la permeabilità intestinale e favorendo il passaggio di tossine nel sangue che provoca infiammazione sistemica.

Inoltre, il consumo eccessivo di alcol può danneggiare le cellule epiteliali dell’intestino e compromettere l’integrità della “barriera intestinale” aumentando la cosiddetta “permeabilità intestinale”.

Tuttavia, un consumo molto moderato di vino rosso – ricco di polifenoli – potrebbe avere effetti neutri o persino marginalmente benefici su alcuni aspetti del microbiota.

Semaforo giallo: mezzo calice di rosso è concesso, ma non oltre tre volte a settimana

Carne rossa alla griglia: no alle alte temperature

L’eccesso di carne rossa favorisce batteri pro-infiammatori come Bilophila e Bacteroides, e la produzione di TMAO, associata a rischio cardiovascolare. Le alte temperature di cottura non aiutano.

Semaforo rosso: se ne raccomanda l’assunzione non più di una volta al mese

L’insospettabile azione pro-infiammatoria di gelati e granite

Gelati, frappé e granite sono alcuni degli alimenti must-have dell’estate, ma sono ricchi di zuccheri semplici, che riducono i Bifidobatteri e i Lattobacilli, favorendo batteri fermentativi opportunisti, micro-organismi che possono diventare dannosi, causando infiammazione, infezioni e contribuendo allo sviluppo di diverse patologie. Inoltre, panna e grassi saturi alimentano ceppi pro-infiammatori.

Semaforo giallo: non più di due a settimana, meglio senza panna e abbinando un gusto di frutta e una crema per bilanciare grassi, proteine e zuccheri

Equilibrio, non perfezione…

“Anche se molti degli alimenti elencati possono disturbare il microbiota, nessuno di essi è dannoso in modo assoluto. Un microbiota ricco e variegato è in grado di tollerare qualche eccesso occasionale – un gelato in spiaggia o una birra con gli amici non lo compromettono, se l’ecosistema intestinale è ben nutrito”, conclude il Dr Biazzo.

“Il segreto è la diversità microbica, che si costruisce ogni giorno con una dieta ricca di fibre vegetali, fermentati, cereali integrali e pochi alimenti processati. In questo modo il tuo intestino rimarrà forte e flessibile, anche nei mesi più leggeri e rilassati dell’anno”.

I semafori verdi per l’intestino felice

E per concludere il Coach del microbiota felice suggerisce alcuni semafori verdi, in una semplice Top 5:

-Almeno 10 diverse varietà di frutta e verdura a settimana

-Probiotici o fermenti lattici al mattino

-Idratazione adeguata: almeno 2 litri di acqua al giorno

-Kefir e Yogurt favoriscono la modulazione positiva del microbiota

-Insalate di farro e orzo, fonti di fibre prebiotiche per i batteri buoni

A proposito del Dr. Manuele Biazzo

Classe 1985, Manuele Biazzo è nutrizionista, biologo molecolare, esperto in salute del microbiota, meglio noto come il primo Coach del Microbiota felice. Scienziato, imprenditore e divulgatore, Manuele è ispirato da una missione ben precisa: promuovere la diffusione di una nuova cultura per il benessere olistico a partire dalla salute dell’intestino, rendendo accessibili i risultati della ricerca scientifica.

Dalla vocazione divulgativa di Manuele nasce Bacillove, una piattaforma digitale che unisce consulenze personalizzate, test microbiotici avanzati, formazione per professionisti della salute e distribuzione di probiotici su misura.

Il Dr. Biazzo ha fondato IMAS – Istituto di Microbiota e Scienze Applicate – un polo formativo internazionale per aspiranti specialisti del microbiota. Attualmente è consulente scientifico a contratto dell’Unione Europea per i progetti di ricerca e innovazione COST ed Eureka Eurostars ed è tutor di dottorandi e laureandi all’Università di Siena.

Inoltre, ha in essere una Convenzione di ricerca con l’Università Statale di Milano. Nel 2024 Manuele Biazzo è stato eletto “Malta’s Top Iconic Healthcare Leader”: un importante riconoscimento come personalità di spicco nell’innovazione per il settore Biotech e per la medicina di precisione.

Vi interessa l’argomento? Qui abbiamo parlato di microbiota e allenamento e di come il nostro secondo cervello influenza performance, energia e benessere. Qui invece abbiamo parlato della differenza tra microbioma e microbiota.

(S.R.)

Enjoymaymag


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