New York è la città più sportiva del mondo: Milano sale al 7° posto

New York conquista il primo posto, mentre Milano sale al 7° nella Classifica delle Città Sportive 2026 di Burson. Nella Top 100 anche Roma, Cortina d’Ampezzo e Torino. Parigi scivola in seconda posizione, mentre Los Angeles, Londra e Madrid completano la Top 5 globale.
città più sportive del mondo 2026
foto: prashant-gurung-unsplash

Quali sono le città che hanno costruito il legame più forte con lo sport a livello internazionale? La risposta arriva dalla Classifica delle Città Sportive 2026 di Burson, giunta alla sua 15ª edizione, che ogni anno analizza le 100 destinazioni urbane con la reputazione sportiva più significativa a livello globale.

Sul podio quest’anno sale New York, che conquista il primo posto. Parigi, dopo tre anni consecutivi in vetta, scivola in seconda posizione, mentre Los Angeles raggiunge il terzo posto. Seguono Londra, stabile al quarto, e Madrid, quinta.

Al sesto posto c’è Barcellona, mentre la settima posizione è occupata da Milano, che diventa così una delle dieci città con la maggiore influenza sportiva internazionale.

Milano sale di due posizioni

Per Milano il risultato è particolarmente significativo. La città passa dal 9° al 7° posto rispetto alla classifica precedente e guadagna addirittura 20 posizioni dal 2024.

Un avanzamento che Burson collega anche alla visibilità generata dai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, ospitati nel 2026 da Milano e Cortina.

Ma la crescita della reputazione sportiva di una città, secondo l’analisi, non dipende soltanto dalla capacità di ospitare un grande appuntamento internazionale.

Il ranking prende infatti in considerazione un insieme di fattori che comprende la percezione della città, l’analisi quantitativa, i contributi di leader internazionali dello sport, media ed esperti del settore, oltre agli insight provenienti dai social media e dalla copertura mediatica.

Accanto a Milano, nella Top 100 compaiono altre tre destinazioni italiane: Roma, al 21° posto, Cortina d’Ampezzo, al 37°, e Torino, al 75°.

Dai grandi eventi alle discipline emergenti

Uno degli aspetti più interessanti della classifica 2026 è proprio il cambiamento dei fattori che contribuiscono a costruire la reputazione sportiva di una città.

I grandi eventi continuano ad avere un peso importante, ma i loro effetti possono estendersi anche a destinazioni che non appartengono tradizionalmente alla geografia internazionale dello sport.

È il caso di Cortina d’Ampezzo, salita di dieci posizioni rispetto allo scorso anno e di 45 rispetto al 2024.

La stessa dinamica emerge in diverse città coinvolte nella Coppa del Mondo FIFA 2026: Vancouver è 35ª, Atlanta 28ª, San Francisco 33ª e Houston 32ª, tutte in crescita rispetto al precedente ranking.

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Lo sport femminile

Ma la classifica racconta anche un altro fenomeno: per rafforzare la propria identità sportiva non è più indispensabile essere sede di un singolo mega-evento.

La crescita dello sport femminile, la diffusione di discipline emergenti e la nascita di nuovi format contribuiscono a creare nuove opportunità.

È quanto emerge, per esempio, dai risultati di Zurigo, 49ª e in crescita di 21 posizioni grazie anche allo slancio della UEFA Women’s EURO 2025, di Ginevra, nuova entrata al 67° posto, e di Innsbruck, 42ª, che ha guadagnato 18 posizioni anche grazie alla crescente attenzione verso l’arrampicata sportiva.

Visibilità e influenza non sono la stessa cosa

La classifica mette inoltre in evidenza una differenza importante tra visibilità e influenza.

Essere conosciuti dal grande pubblico non significa necessariamente avere un ruolo altrettanto forte all’interno dell’ecosistema sportivo internazionale. Washington, 11ª, Miami, 12ª, e Città del Messico, 18ª, beneficiano di una forte esposizione pubblica, mentre città come Losanna, ottava, e Monaco, 25ª, devono una parte rilevante del proprio posizionamento al riconoscimento ottenuto presso federazioni, esperti e media specializzati.

Una distinzione che aiuta a comprendere perché la reputazione sportiva non sia costruita soltanto attraverso la quantità di attenzione generata da un evento, ma anche attraverso la capacità di mantenere nel tempo relazioni, competenze, strutture e appuntamenti.

Una città sportiva è un ecosistema

È proprio questo il quarto elemento evidenziato dalla Classifica Burson: le città che occupano stabilmente le prime posizioni tendono a possedere un ecosistema sportivo articolato, nel quale convivono club radicati sul territorio, competizioni internazionali ricorrenti, infrastrutture, federazioni, atleti, media e comunità.

Lo dimostrano Madrid, quinta, Barcellona, sesta, e Manchester, decima, tutte rimaste stabili rispetto allo scorso anno. Il loro posizionamento non dipende da un singolo appuntamento, ma dalla continuità di un sistema capace di mantenere alta l’attenzione anche tra un grande evento e l’altro.

È una prospettiva interessante anche per Milano, che dopo il salto registrato negli ultimi due anni si trova ora a consolidare una posizione nella Top 10 mondiale.

La sfida, per una città che ha appena beneficiato dell’attenzione internazionale legata ai Giochi, sarà trasformare questa visibilità in un patrimonio sportivo duraturo.

La Classifica delle Città Sportive 2026 fotografa così un panorama nel quale lo sport non è più soltanto una manifestazione agonistica o un grande appuntamento internazionale. È anche uno strumento attraverso cui le città costruiscono identità, relazioni, attrattività e reputazione, mentre nuove discipline e nuovi pubblici stanno modificando la geografia dello sport mondiale.

(S.R.)

Enjoymaymag


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