Mal di schiena in vacanza: perché spesso migliora (ma a volte peggiora nei primi giorni)

Mal di schiena in vacanza? Le ferie possono alleviare la lombalgia grazie a meno stress, più movimento e ritmi più lenti. Ma attenzione ai cambiamenti improvvisi: viaggi lunghi, escursioni intense e nuove abitudini possono provocare episodi acuti. I consigli della Dr.ssa Luisanna Ciuti, chiropratica e membro del comitato scientifico dell’Associazione Italiana Chiropratici (AIC), per proteggere la schiena anche in estate.
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Estate fa spesso rima con benessere. Le giornate all’aria aperta, il tempo dedicato a sé e la pausa dai ritmi frenetici sembrano regalare un beneficio anche a chi convive con il mal di schiena.

Una sensazione confermata almeno in parte anche dai dati: uno studio italiano di infodemiologia pubblicato su PubMed, che ha analizzato le ricerche effettuate su Google Trends e le consultazioni di Wikipedia tra il 2004 e il 2020, evidenzia infatti una diminuzione dell’interesse online per il mal di schiena durante la primavera e l’estate, con un nuovo aumento nei mesi più freddi.

Mal di schiena in vacanza: perché spesso migliora (e perché a volte peggiora proprio nei primi giorni)

Questo non significa che il problema scompaia durante le ferie, ma suggerisce una possibile stagionalità del disturbo.

«Le ricerche sul web riflettono l’interesse degli utenti e non necessariamente la reale diffusione del dolore. Tuttavia suggeriscono una possibile stagionalità che merita attenzione», spiega la Dr.ssa Luisanna Ciuti, chiropratica e membro del comitato scientifico dell’Associazione Italiana Chiropratici (AIC).

Perché durante le vacanze la schiena sta meglio

Secondo la letteratura scientifica, sono diversi i fattori che possono contribuire a ridurre i sintomi della lombalgia durante il periodo estivo.

Il primo è la diminuzione dello stress lavorativo. Le ferie permettono infatti di interrompere la pressione quotidiana e favoriscono un recupero psicofisico che può riflettersi positivamente anche sul dolore cronico.

Anche il movimento cambia in modo naturale. Si cammina di più, si nuota, si fanno passeggiate, escursioni e attività all’aperto, mentre diminuisce il tempo trascorso seduti davanti al computer.

Per chi soffre di lombalgia persistente, l’attività fisica regolare rappresenta uno degli strumenti più efficaci, mentre il riposo assoluto non è più considerato una strategia terapeutica.

A questo si aggiungono un sonno spesso più regolare, ritmi meno frenetici, più tempo dedicato alle relazioni sociali e un generale miglioramento del benessere emotivo.

Per quanto riguarda il sole e la vitamina D, gli esperti invitano però alla prudenza.

«La vitamina D è fondamentale per la salute dell’osso e del sistema muscolare, ma le evidenze disponibili non dimostrano che rappresenti un trattamento specifico per la lombalgia. Allo stesso modo, gli eventuali benefici sull’umore dipendono da molteplici fattori e non possono essere attribuiti esclusivamente alla vitamina D», precisa la Dr.ssa Ciuti.

Dr. Luisanna Ciuti, AIC

Il paradosso: quando il dolore compare appena iniziano le ferie

Se molte persone avvertono un miglioramento dei sintomi, altre sperimentano il fenomeno opposto: la schiena si blocca proprio nei primi giorni di vacanza.

Secondo gli specialisti si tratta di un’osservazione clinica, non ancora confermata da studi epidemiologici specifici sulla lombalgia, ma che potrebbe avere diverse spiegazioni.

Una delle ipotesi è il cosiddetto let-down effect, già descritto in letteratura soprattutto per emicrania e leisure sickness: dopo settimane di forte stress, il brusco passaggio al rilassamento potrebbe favorire la comparsa di alcuni disturbi nelle persone predisposte.

Anche il viaggio può incidere. Ore trascorse seduti in auto, treno o aereo, bagagli pesanti, sonno ridotto e posture mantenute a lungo aumentano temporaneamente rigidità e fastidi, soprattutto in chi soffre già di problemi lombari.

Cambio di abitudini

Un altro elemento è il cambio improvviso delle abitudini. Passare da una vita sedentaria a lunghe passeggiate, escursioni o giornate intere trascorse visitando città può rappresentare un carico importante per muscoli e articolazioni. Non è il movimento a essere dannoso, ma l’aumento troppo rapido dell’attività.

Anche la spiaggia richiede qualche attenzione. Camminare sulla sabbia comporta uno sforzo maggiore rispetto alle superfici rigide e il passaggio improvviso da scarpe strutturate a infradito o piedi scalzi modifica il carico biomeccanico.

Non esistono prove che queste situazioni provochino direttamente il mal di schiena, ma possono rappresentare un cambiamento significativo per l’organismo.

Infine, anche il riposo eccessivo può giocare un ruolo. Restare per molte ore sul lettino, dormire su materassi diversi o modificare drasticamente gli orari del sonno può accentuare la sensazione di rigidità.

Cinque consigli per proteggere la schiena in vacanza

Secondo la Dr.ssa Luisanna Ciuti bastano alcuni semplici accorgimenti per aiutare il corpo ad adattarsi gradualmente ai nuovi ritmi:

  • evitare di passare direttamente dall’ultima giornata di lavoro a viaggi, sport o escursioni impegnative;
  • aumentare progressivamente il livello di attività fisica nei primi giorni;
  • alternare scarpe abituali, infradito e camminate a piedi scalzi senza cambiamenti troppo bruschi;
  • interrompere frequentemente le posizioni mantenute durante viaggi, pasti o ore trascorse al sole;
  • dedicare qualche minuto ogni giorno a esercizi di respirazione, mobilità articolare o a una breve passeggiata.

La parola d’ordine? Gradualità

L’obiettivo non è vivere la vacanza con timore, ma concedere al corpo il tempo necessario per adattarsi.

La vacanza non deve essere vissuta con timore. Il movimento, il riposo e il tempo dedicato a sé rappresentano spesso alleati preziosi per la salute della schiena. L’aspetto più importante è evitare cambiamenti troppo bruschi e concedere al corpo il tempo necessario per adattarsi.” afferma Ciuti.

Anche il Dr. Benito Oliva, presidente dell’Associazione Italiana Chiropratici (AIC), sottolinea come sempre più persone scelgano un controllo della colonna vertebrale prima delle ferie, segno di una crescente attenzione alla prevenzione e al benessere muscolo-scheletrico durante i diversi periodi dell’anno.

“L’osservazione clinica negli studi dei dottori chiropratici italiani dimostra come sia sempre più diffusa l’esigenza di un “aggiustamento preventivo” della colonna vertebrale nell’imminenza delle ferie – spiega il Dr. Benito Oliva, presidente dell’AIC – Il nostro dialogo con i professionisti sanitari associati è fondamentale e costante. L’osservazione clinica dimostra come sia sempre più diffusa l’esigenza di un aggiustamento preventivo della colonna vertebrale nell’imminenza delle ferie, sia in estate, sia nelle altre stagioni. I pazienti recepiscono sempre di più come la figura del chiropratico sia fondamentale per l’adattamento a mutate condizioni di benessere durante i vari periodi dell’anno”.

Per gli esperti dell’AIC, una vacanza vissuta con gradualità, movimento regolare e ascolto del proprio corpo resta la strategia migliore per favorire il benessere della colonna vertebrale e ridurre il rischio di riacutizzazioni.

(S.R.)

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