Il 45% delle persone ha sperimentato il “wellbeing burnout”: la sensazione di essere sopraffatti dalla pressione di dover essere sempre sani, allenati e produttivi. Matteo Sciaudone e Angelina Galiulina di Corposostenibile spiegano come riconoscere i segnali e costruire abitudini davvero sostenibili.

Allenarsi regolarmente, mangiare in modo equilibrato, monitorare il sonno, tenere sotto controllo lo stress. Il benessere è diventato una priorità quotidiana per milioni di persone e un fenomeno economico globale da 2 trilioni di dollari (McKinsey & Company).
Eppure, proprio mentre crescono attenzione e investimenti, aumenta anche il numero di chi vive la salute come una fonte di pressione.
Secondo il Global Wellbeing Report 2024 di Lululemon, il 45% delle persone ha sperimentato forme di “wellbeing burnout“, quella sensazione di essere sopraffatti dalla pressione di dover essere costantemente sani, produttivi e allenati.
Il 61% percepisce una crescente pressione sociale verso determinati standard di benessere.
Quando il benessere diventa una performance
Secondo Matteo Sciaudone e Angelina Galiulina, founder di Corposostenibile, il rischio è trasformare strumenti pensati per migliorare la qualità della vita in nuove fonti di stress. I segnali più comuni sono chiari: senso di colpa quando si salta un allenamento, tendenza a vivere un pasto fuori programma come un fallimento, controllo eccessivo di calorie, peso, passi o ore di sonno, e la sensazione costante di non fare mai abbastanza.
“Molte persone conoscono tutte le regole del benessere, ma continuano a sentirsi sbagliate. Il problema non è la disciplina, ma l’idea di dover essere sempre perfetti”, commenta Matteo Sciaudone.
“Molte persone pensano di dover aggiungere altre regole alla propria vita. In realtà spesso il primo passo è togliere pressione. Il benessere non nasce dalla privazione o dall’inseguimento della perfezione, ma dall’equilibrio tra alimentazione, movimento e salute mentale”, aggiunge Angelina Galiulina.

3 consigli per costruire un benessere più sostenibile
1. Concentrarsi sulla costanza, non sulla perfezione
I risultati duraturi nascono da abitudini semplici e ripetibili nel tempo, non da periodi di controllo estremo seguiti da inevitabili ricadute. Chi abbandona un percorso perché non riesce a seguirlo alla perfezione commette l’errore più comune.
2. Ridurre il confronto con modelli irrealistici
I social media mostrano spesso una versione filtrata della realtà. Confrontare il proprio percorso con immagini costruite genera frustrazione e senso di inadeguatezza. Meglio riportare l’attenzione sui propri obiettivi e sul proprio benessere reale.
3. Considerare mente, corpo e stile di vita come un unico sistema
Alimentazione, movimento, sonno e gestione dello stress non sono elementi separati. Migliorare un singolo aspetto trascurando tutti gli altri raramente porta risultati duraturi. Il benessere nasce dall’equilibrio complessivo e dalla capacità di integrare questi fattori nella quotidianità.
“Il corpo perfetto non esiste. Esistono persone che imparano a stare bene senza vivere continuamente in lotta con sé stesse. È questo il cambiamento che produce risultati duraturi”, conclude Sciaudone.

in apertura foto di Aditya Saxena su Unsplash
(P.P.)
