Positive Eating: al Tirler il nuovo wellness passa da movimento, recupero e alimentazione

All’Alpe di Siusi, il Tirler Dolomites Living Hotel propone una visione del wellness che mette insieme attività fisica, qualità del sonno e alimentazione consapevole. Al centro anche Positive Eating, il progetto sviluppato con il biochimico Dr. Johannes F. Coy che ripensa il consumo dello zucchero, senza rinunciare al piacere del dolce.

Positive Eating Tirler

Una giornata trascorsa a camminare in quota, una notte di sonno profondo, il recupero in Spa e un’alimentazione più attenta: il benessere non è fatto di un solo elemento, ma dalla combinazione di abitudini che contribuiscono a far stare bene corpo e mente.

È questa la filosofia del Tirler Dolomites Living Hotel, sull’Alpe di Siusi, dove a 1.752 metri la vacanza diventa un’occasione per ritrovare un ritmo più equilibrato.

Tra le proposte della struttura c’è anche Positive Eating, un progetto dedicato all’alimentazione consapevole che porta questa filosofia fino alla pasticceria, intervenendo sulla scelta degli zuccheri utilizzati in alcune preparazioni.

Positive Eating: ripensare il dolce senza eliminarlo

L’idea alla base del progetto è lontana dalle diete restrittive. Positive Eating nasce dall’incontro tra Hannes Rabanser, patron del Tirler, e il biochimico e ricercatore tedesco Dr. Johannes F. Coy, e parte da una domanda semplice: è possibile ridurre l’utilizzo dello zucchero tradizionale senza rinunciare al piacere di un dessert?

La risposta del progetto passa dalla scelta di quattro zuccheri naturali, utilizzati in base alle diverse ricette:

  • isomaltulosio, caratterizzato da un rilascio energetico più graduale;
  • trealosio, dalla dolcezza delicata;
  • tagatosio, dal gusto simile a quello dello zucchero tradizionale;
  • galattosio, naturalmente presente anche nel latte.

L’obiettivo è sviluppare preparazioni che mantengano gusto e piacevolezza, inserendole al tempo stesso in un approccio più consapevole alla tavola.

Dal cioccolato al Kaiserschmarrn

Il progetto trova spazio in diversi momenti della giornata. I quattro zuccheri vengono utilizzati nel cioccolato presente in camera, nelle proposte della colazione, nei dessert del ristorante e nel Kaiserschmarrn, uno dei dolci più rappresentativi della tradizione altoatesina.

Una scelta che racconta anche un modo diverso di intendere il rapporto tra alimentazione e wellness: il piacere della tavola rimane parte della vacanza, mentre maggiore attenzione viene dedicata agli ingredienti.

«Non vogliamo dire ai nostri ospiti di rinunciare al piacere. Vogliamo dimostrare che anche il momento del dolce può diventare parte di una vacanza orientata al benessere. Positive Eating significa continuare a gustare, ma con ingredienti scelti in modo più consapevole», spiega Hannes Rabanser.

Positive Eating Tirler

Movimento e natura: il fitness fuori dalla palestra

La componente attiva del soggiorno si sviluppa soprattutto all’aperto. L’Alpe di Siusi offre un contesto ideale per camminate, escursioni e attività nella natura, trasformando il paesaggio in uno spazio per muoversi lontano dagli ambienti tradizionali dell’allenamento.

La quota di 1.752 metri aggiunge una dimensione particolare alla permanenza, mentre il ritorno in hotel apre la fase dedicata al recupero.

A disposizione degli ospiti c’è la Curasoa Spa di 850 metri quadrati, pensata come spazio complementare alle attività outdoor.

Il recupero comincia dal sonno

Per chi pratica attività fisica, recuperare è parte integrante dell’allenamento. Il Tirler dedica quindi particolare attenzione alla qualità del riposo e degli ambienti, con camere realizzate utilizzando materiali naturali e legno di cirmolo, oltre a soluzioni studiate per il comfort indoor.

L’hotel è certificato ECARF per l’attenzione alle esigenze delle persone allergiche e ha ricevuto il riconoscimento Best Sleep Hotel Gold per la qualità del sonno e del comfort abitativo.

L’idea è quella di creare condizioni favorevoli a una pausa realmente rigenerante, soprattutto dopo una giornata trascorsa in movimento.

Stare meglio: la percezione degli ospiti

Il Tirler ha voluto verificare anche la percezione diretta degli ospiti attraverso una propria rilevazione interna. Secondo i dati raccolti dalla struttura, dopo tre giorni di soggiorno il 98,8% degli intervistati dichiara di sentirsi meglio o sensibilmente meglio rispetto al momento dell’arrivo.

Un risultato che va letto come indicatore di benessere percepito e non come dato clinico, ma che riflette l’obiettivo del progetto.

«Il nostro obiettivo non è aggiungere sempre nuovi servizi», sottolinea Rabanser. «È fare in modo che tutto ciò che offriamo — dal sonno alla cucina, dalla montagna alla Spa — contribuisca a un unico risultato: che l’ospite percepisca un vero cambiamento nel proprio benessere».

Positive Eating Tirler

Una vacanza attiva, senza rinunce

La proposta del Tirler interpreta il wellness come un insieme di momenti complementari: muoversi nella natura, recuperare, dormire bene e alimentarsi con maggiore consapevolezza.

Positive Eating aggiunge a questo percorso un elemento interessante: anche il dolce può trovare spazio in una vacanza dedicata alla forma e al benessere. Il punto di partenza non è la rinuncia, ma la ricerca di un equilibrio tra piacere, movimento e consapevolezza.

(S.R.)

Nota:
Positive Eating è un progetto di alimentazione consapevole sviluppato in collaborazione con il Dr. Johannes F. Coy. Non costituisce una dieta, un trattamento medico o nutrizionale e non sostituisce il parere di professionisti della salute. Il dato del 98,8% deriva da una rilevazione interna effettuata dal Tirler tra gli ospiti durante il soggiorno e rappresenta un dato di benessere percepito, non il risultato di uno studio clinico.

 

 

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