Dopo l’estate cresce il desiderio di sentirsi meglio, avere più energia e ritrovare una routine equilibrata, ma senza regole rigide. Il sondaggio di Corposostenibile su oltre 17 mila utenti fotografa le nuove esigenze del rientro: alimentazione sostenibile, movimento, gestione delle emozioni e meno sensi di colpa.

Settembre porta con sé la voglia di ripartire: tornare all’attività fisica, riorganizzare l’alimentazione, recuperare energia e ritrovare una quotidianità più equilibrata dopo la pausa estiva.
La tradizionale idea del “reset” post-vacanze, però, sembra lasciare spazio a una visione più ampia del benessere. A contare non è soltanto la bilancia, ma un equilibrio che mette insieme alimentazione, movimento, energia e gestione dello stress.
A fotografare questo cambiamento è un sondaggio realizzato da Corposostenibile sulla propria community di oltre 17 mila persone, donne e uomini tra i 25 e i 70 anni, per comprendere esigenze e aspettative in vista dell’autunno.
Il desiderio di rimettersi in forma rimane forte, ma perdere peso non è più necessariamente la priorità. Il 26% indica infatti come principale obiettivo sentirsi meglio fisicamente, il 22% avere più energia e il 18% migliorare la propria alimentazione. La perdita di peso viene indicata come obiettivo principale dal 15% degli intervistati.
“Il rientro dalle vacanze viene spesso vissuto come il momento in cui bisogna recuperare immediatamente eventuali eccessi e ripartire con regole più rigide”, commenta Matteo Sciaudone, founder di Corposostenibile. “Dai nostri utenti è emersa però un’esigenza diversa: stare meglio nel complesso e riuscire a mantenere nel tempo le nuove abitudini, non solo cambiare il proprio corpo”.
Rientro dalle vacanze: il 68% sceglie un’alimentazione flessibile
Uno dei dati più significativi riguarda il rapporto con la dieta. Il 68% degli utenti Corposostenibile dichiara di preferire un approccio alimentare flessibile, capace di adattarsi alla propria vita e alle proprie abitudini.
Solo il 9% sceglierebbe invece una dieta precisa e basata su regole rigide, mentre il 18% preferisce un piano strutturato ma comunque sostenibile.
I numeri raccontano quindi una domanda di benessere sempre più orientata alla vita reale: mangiare sano deve poter convivere con il lavoro, gli impegni, la vita sociale, gli imprevisti e anche con il piacere di mangiare.
“Una delle difficoltà più frequenti è pensare all’alimentazione come a qualcosa che debba essere perfetto per funzionare”, spiega Angelina Galiulina, nutrizionista e fondatrice di Corposostenibile insieme a Sciaudone. “In realtà, un percorso efficace è quello che riesce ad adattarsi alla persona e alla sua quotidianità”.
L’obiettivo, quindi, diventa costruire un equilibrio possibile anche nelle settimane più intense, imparando a mangiare bene senza trasformare l’alimentazione in una sequenza di divieti.
Attività fisica: la sfida è trovare il tempo
Lo stesso approccio emerge quando si parla di movimento.
Il 61% degli intervistati indica infatti la mancanza di tempo o la difficoltà a mantenere la costanza come principale ostacolo alla ripresa dell’attività fisica dopo le vacanze.
Entrando nel dettaglio, per il 34% il problema principale è proprio la mancanza di tempo, mentre il 27% fatica soprattutto a essere costante.
Il dato suggerisce che, al rientro, la difficoltà non sia necessariamente sapere cosa fare, ma riuscire a trasformare le buone intenzioni in abitudini realistiche e ripetibili.
“Quando si ricomincia dopo una pausa, il rischio è voler recuperare tutto subito: più allenamenti, più restrizioni, obiettivi più ambiziosi”, sottolinea Sciaudone. “Se il ritmo scelto non è compatibile con la propria vita, però, la probabilità di abbandonare il percorso in tempi brevi aumenta”.
Meglio quindi procedere per piccoli passi, scegliendo attività e frequenze che possano essere mantenute nel tempo. Una strategia che mette la costanza davanti all’intensità.

Il 72% riconosce il legame tra emozioni e cibo
A influenzare le abitudini alimentari non sono soltanto organizzazione e forza di volontà. Il sondaggio evidenzia infatti anche il peso della dimensione emotiva.
Il 72% degli utenti afferma che il proprio stato emotivo influenza almeno in parte il modo di mangiare: per il 28%l’influenza è molta, mentre per il 44% è abbastanza.
Stress, stanchezza e pressione possono modificare le scelte alimentari, aumentando per esempio il desiderio di cibi gratificanti oppure portando a mangiare in modo più disordinato. In altri casi possono tradursi nel saltare i pasti o nel perdere la regolarità delle proprie abitudini.
La relazione tra alimentazione e benessere psicologico diventa così un elemento importante quando si parla di costruzione di uno stile di vita sano.
“Il modo in cui mangiamo non dipende soltanto dalla fame o dalla conoscenza delle regole nutrizionali”, osserva Galiulina. “Emozioni, stress, stanchezza e abitudini quotidiane possono influenzare concretamente le nostre scelte”.
Comprendere il rapporto con il cibo significa quindi anche osservare ciò che succede fuori dal piatto.
Dopo gli eccessi, meno compensazioni e più equilibrio
Il ritorno dalle vacanze porta con sé anche il tema degli eventuali eccessi alimentari e del senso di colpa.
Secondo il sondaggio, il 64% degli utenti prova almeno qualche volta senso di colpa dopo aver mangiato o bevuto più del solito: il 21% lo sperimenta spesso, il 19% abbastanza spesso e il 24% qualche volta.
Anche le strategie adottate per reagire sono indicative. Il 35% sceglie semplicemente di tornare alla propria alimentazione abituale, mentre il 25% tende a mangiare meno il giorno successivo e il 15% cerca di compensare aumentando l’attività fisica.
Emergono così due approcci differenti: da una parte la necessità di “rimediare” a ciò che si è mangiato, dall’altra la capacità di considerare un pasto più abbondante o qualche giorno fuori routine all’interno di un equilibrio complessivo.
“Un pasto più abbondante o qualche giorno diverso dalla propria routine non cancella il percorso fatto”, conclude Galiulina. “Il rischio è entrare in un meccanismo fatto di eccesso, senso di colpa e compensazione”.
La nuova idea di “rimettersi in forma”
I dati raccolti da Corposostenibile restituiscono quindi un’immagine del rientro dalle vacanze diversa dalla classica corsa al “reset”.
Rimettersi in forma sembra significare sempre più ritrovare energia, stare meglio fisicamente, mangiare in modo equilibrato e tornare a muoversi, senza necessariamente ricorrere a restrizioni drastiche o programmi impossibili da sostenere.
La vera sfida dell’autunno diventa costruire abitudini compatibili con la propria quotidianità: un’alimentazione flessibile, un’attività fisica realistica e una maggiore consapevolezza del rapporto tra emozioni e cibo.
In altre parole, settembre può essere l’occasione per ripartire, ma senza ricominciare necessariamente da zero.
Corposostenibile
Fondata da Matteo Sciaudone e Angelina Galiulina, Corposostenibile promuove un approccio integrato al benessere che mette insieme nutrizione, movimento, salute mentale e stile di vita.
Il progetto coinvolge oggi oltre 260 professionisti tra nutrizionisti, psicologi e coach e conta oltre 17 mila clienti seguiti, supportandone quotidianamente circa 7.500.
L’attività di divulgazione attraverso i social e i percorsi personalizzati punta a superare la logica delle trasformazioni rapide e delle soluzioni temporanee, promuovendo invece abitudini sostenibili nel tempo.
(S.R.)