Bere acqua a sufficienza è fondamentale per il benessere e le prestazioni fisiche. Un sondaggio di waterdrop® mette in evidenza come la costanza resti il principale ostacolo a una corretta idratazione. Dall’indagine emerge che il momento più critico per l’idratazione non sembra essere l’allenamento, bensì la routine quotidiana.

waterdrop®, brand attivo a livello globale nel settore dell’idratazione funzionale e noto per aver introdotto il primo “microdrink”, ha partecipato per la prima volta a RiminiWellness 2026.
La presenza in fiera si è articolata in due spazi dedicati: uno stand principale nel padiglione FoodWell e un desk all’interno dell’area che ospita il main stage di Zumba, il programma di allenamento che da 25 anni unisce danza e fitness.
L’evento ha rappresentato anche l’occasione per raccogliere dati sulle abitudini di idratazione della community active presente in fiera, con l’obiettivo di approfondire comportamenti, ostacoli e percezioni legati al consumo di acqua durante la giornata e l’attività fisica.
La vera sfida dell’idratazione quotidiana? Ricordarsi di bere
Se l’importanza dell’idratazione è ormai ampiamente riconosciuta, i risultati della survey mostrano come le difficoltà siano soprattutto di tipo comportamentale.
La dimenticanza emerge infatti come il principale ostacolo a una corretta idratazione quotidiana: il 59% degli intervistati ha indicato proprio questo fattore come la causa che più spesso impedisce di bere a sufficienza durante la giornata.
Tra le altre barriere segnalate figurano la difficoltà di avere sempre con sé una borraccia o una bottiglia d’acqua (38%), la scarsa percezione della sete (32%) e la preferenza per bevande considerate più gustose rispetto all’acqua (29%).
Non sorprende quindi che le soluzioni ritenute più utili siano quelle capaci di rendere più semplice il gesto del bere.
Oltre la metà del campione (53%) ritiene che avere sempre a disposizione una borraccia possa favorire un maggiore consumo di acqua, mentre il 44% vorrebbe ricevere promemoria durante la giornata.
Anche il gusto si conferma un elemento importante: per quasi un terzo degli intervistati, rendere l’acqua più gradevole da bere potrebbe rappresentare un incentivo concreto a idratarsi con maggiore regolarità.
Consapevolezza e abitudini quotidiane
I risultati del sondaggio, condotto durante i quattro giorni di fiera, evidenziano un dato significativo: quasi otto persone su dieci dichiarano di rendersi conto soltanto a fine giornata di aver bevuto troppo poco, mentre per oltre il 40% degli intervistati questa situazione si verifica molto spesso.
Un risultato che suggerisce come la difficoltà non risieda tanto nella consapevolezza dell’importanza dell’idratazione, quanto nella capacità di mantenere questa buona abitudine con costanza.
Oltre due terzi dei partecipanti (68%) dichiarano inoltre di consumare meno di due litri di acqua al giorno, una quantità spesso indicata come riferimento generale per una corretta idratazione, pur variando in base a età, livello di attività fisica e condizioni individuali.

Il momento più critico per l’idratazione? non è l’allenamento, bensì la routine quotidiana
Dall’indagine emerge anche un elemento che contribuisce a sfatare uno dei luoghi comuni più diffusi nel mondo fitness: il momento più critico per l’idratazione non sembra essere l’allenamento, bensì la routine quotidiana.
Per il 68% dei partecipanti, infatti, è durante le ore dedicate al lavoro o allo studio che si tende a bere meno, a conferma di come impegni, concentrazione e ritmi frenetici rappresentino uno dei principali ostacoli a una corretta assunzione di liquidi.
I dati raccolti evidenziano inoltre come l’idratazione venga sempre più percepita non soltanto come una necessità fisiologica, ma anche come una buona abitudine quotidiana, da integrare facilmente nei ritmi della vita di tutti i giorni.
Per concludere, è importante ricordare che sebbene non esista una quantità di acqua valida per tutti, mantenere una corretta idratazione è fondamentale per sostenere le normali funzioni dell’organismo e le prestazioni fisiche. Il fabbisogno individuale può variare in base a età, attività svolta, clima e stato di salute.
(S.R.)