Nuotare in acque libere: i 5 consigli del triatleta Ivan Risti

Nuotare in acque libere  Vi sveliamo le 5 cose da sapere per nuotare in acque libere in sicurezza, suggerite da Ivan Risti.

Nuotare in acque libere (“open water swimming”) è una sfida che coinvolge sempre più appassionati. Si tratta indubbiamente di un’ottima pratica fisica oltre che di una meditazione in movimento. Nel caso del triathlon, non è solo una competizione dove fatica fisica e stress mentale sono indissolubilmente legati, ma è anche un modo di uscire dalla comfort zone e mettersi alla prova.

In estate, al mare o in un lago, gli allenamenti in acque libere sono decisamente più piacevoli e aiutano a trovare con più facilità motivazione ed energie per un buon allenamento.

Ma non è un gioco da ragazzi. Trovare il giusto approccio per nuotare in acque libere è fondamentale. In primis perché non si può sottovalutare nulla: i fattori che influenzano la performance natatoria sono tanti, dovuti principalmente al tipo di acque che si affontano.

Lo conferma Ivan Risti, triatleta professionista Aqua Sphere, maglia azzurra tra il 2005 e il 2010, bronzo al mondiale Universitario 2006 e campione italiano di distanza sprint nel 2007 (se volete scoprire qualcosa in più su di lui cliccate qui).

“Il nuoto in acque libere necessita di maggiore adattamenti e versatilità rispetto a quello in vasca, perché sono numerose le variabili che si possono trovare sul campo gara che condizionano la prestazione, ed è meglio farsi trovare preparati” afferma Ivan Risti.

“A parte la protezione da freddo e correnti, con una muta da triathlon il guadagno in secondi varia dai 3 ai 5 ogni 100 m per un buon nuotatore. E per un amatore di medio livello questo vantaggio in secondi è maggiore perché la muta compensa molto la scarsa capacità di galleggiamento in fase natatoria” aggiunge Ivan Risti a proposito dell’attrezzatura.

Come ci si allena in acque libere?

Ecco le 5 cose da sapere per nuotare in acque libere a cura di Ivan Risti.

  1. Sicuri e visibili

Il consiglio del triatleta è sempre di sfruttare posti organizzati a tale scopo. Ma se non avete la fortuna di averne uno vicino e ben attrezzato, Ivan avverte: “nuotare in acque libere richiede attenzione alla propria visibilità e sicurezza. Usate una boa gonfiabile da legarvi in vita o alla caviglia, cuffia ben visibile (colori accesi) e possibilmente non andate da soli. Sembrano indicazioni banali ma non si sa mai cosa può succedere. Chiaramente il pericolo è proporzionato al tipo di acque in cui nuotate, dove c’è anche traffico di natanti è bene prestare massima attenzione. Utilizzate occhialini adeguati che vi permettano ampia visibilità e siano anche utili per contrastare il sole che può dare fastidio nell’individuare la direzione”.

  1. Disegnate il percorso e variate la velocità

In termini tecnici potete divertirvi a seguire percorsi individuati prima di entrare in acqua. A questo proposito “disegnate” un triangolo o un rettangolo utilizzando punti di riferimento ben visibili e provate ad allenarvi seguendo il percorso individuato. Il consiglio è anche di eseguire variazioni di velocità utilizzando come riferimento le bracciate. Ad esempio: 10 cicli di bracciata forte alternati a 20 a ritmo normale, oppure 20 cicli normali, 10 forte, 10 normali, 5 forte e ripetere. Sono solo alcuni esempi per un allenamento più e icace.

  1. Non fatevi intimidire dalla vasca lunga

Le piscine all’aperto sono certamente più piacevoli da frequentare per allenarsi, spesso sono anche vasche da 50 m. C’è il piacere di allenarsi in un ambiente più motivante, ma richiedono anche un po’ di fatica in più. La vasca lunga è più impegnativa della classica da 25 e nel primo periodo dei vostri allenamenti all’aperto noterete maggiore difficoltà a mantenere le stesse performance che al chiuso. Semplicemente state cambiando ambiente in cui vi allenate e questo necessita di un minimo di adattamento. Nessuna paura. Insistete e vedrete che dopo pochi giorni tornerete ad avere un buon feeling con la vostra nuotata.

  1. Idratazione

Nuotando si suda. La dispersione di liquidi e sali minerali del corpo deve essere quindi supportata con idratazione anche durante le sessioni di nuoto. Portatevi una borraccia in cui sciogliere un preparato di sali e zuccheri (uno di quegli integratori che trovate facilmente in commercio). Se nuotate in acque libere potrete berne un po’ prima di buttarvi e appena terminato per reintegrare quanto perso. Mentre per il nuoto in vasca è molto più semplice, un sorso ogni 15-20′ vi aiuta a mantenere più equilibrata idratazione e glicemia. E’ molto importante per non avere poi difficoltà nel recuperare lo sforzo fatto.

  1. Scelta dei materiali

Anche nel nuoto è fondamentale poter scegliere i materiali più adatti alle proprie caratteristiche.
 Occhiali e muta sono gli indispensabili “attrezzi” per un triatleta. Un buon nuotatore sceglierà una muta che gli garantisce una maggiore mobilità di spalle e braccia anche a discapito della galleggiabilità. Al contrario chi è meno abile in acqua preferisce avere più galleggiamento anche se si sente più “costretto” nella muta. L’occhialino deve garantire visibilità massima, anche lateralmente, ed essere adatto al proprio viso. Inoltre è importante avere sempre a disposizione almeno due diversi tipi di lente, una più chiara e una più scura per far fronte alle diverse condizioni di luce che si possono trovare.

La giusta attrezzatura

Per l’attrezzatura da nuoto, Aqua Sphere offre una gamma completa di prodotti di alta qualità che comprende occhialini e maschere Made In Italy, costumi, mute da triathlon, calzature e accessori.

Aqua Sphere è stato scelto da molti campioni e atleti, tra cui il nuotatore con il maggior numero di medaglie vinte alle Olimpiadi, Michael Phelps, con cui ha avviato una collaborazione.

Adesso siamo pronti: nuotare in acque libere è un ottimo modo per tenersi in forma in estate e sfruttare le vacanze in Italia, che grazie ai sui 8.000 km di costa marittima, è una vera e propria piscina a cielo aperto… MFM

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