L’importanza di una corretta colazione

50835216 - healthy drink. chubby boy is holding a glass of orange juice and showing thumbs up.

Colazione. Siamo tutti consapevoli dell’importanza che riveste il primo pasto della giornata per il buon andamento delle nostre attività, che siano scuola o lavoro, palestra o corso di nuoto. E questo vale per tutti, grandi e piccini. Un’interessante indagine, “Le mamme e la colazione dei figli in età scolare”, realizzata dall’Osservatorio Doxa-AIDEPI “Io comincio bene”, ci fornisce lo spunto per parlare di corretta colazione per i bambini, ma fornisce spunti di riflessioni utili a tutti, in particolare a chi conduce uno stile di vita particolarmente attivo. Vediamo i numeri. Una colazione idonea, lo pensano 9 mamme italiane su 10, ha un impatto positivo sul rendimento scolastico dei propri figli: questo è uno dei risultati più interessanti emersi dall’indagine, condotta su un campione rappresentativo di 500 mamme con figli tra i 3 i 18 anni. Si tratta di una percezione supportata dal parere della scienza: numerose pubblicazioni hanno messo in relazione un’adeguata prima colazione con una maggiore capacità di memoria, un miglioramento del livello di ascolto e comprensione, e con la capacità di risolvere problemi matematici (Cueto 2001, Fanjiang 2007, Pivivk 2012). Ma non solo. Un recente studio dell’Università di Cardiff è arrivato ad associare un buon primo pasto della giornata con migliori voti a scuola, fino a due volte più alti, rispetto ai bambini che la saltano. Sempre secondo i risultati di questa ricerca voluta dall’Osservatorio Doxa-Aidepi, sembra che le cose da noi non vadano poi così male: i bambini italiani prima di andare a scuola fanno colazione quasi tutti i giorni (93% tutti i giorni, 6% 3-4 volte a settimana) e preferiscono consumarla a casa.
“Noi medici lo ripetiamo da anni. Prima di andare a scuola i bambini e i ragazzi non dovrebbero mai saltare la colazione o farla in maniera insufficiente o inadeguata” spiega Luca Piretta, nutrizionista gastroenterologo e docente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. “Dovrebbero iniziare con la giusta dose i carboidrati, bere sempre qualcosa e non dimenticare le fibre …”.

42593617 - children eating healthy food in kindergarten or nursery

Cosa mangiano i bambini e i ragazzi tra i 3 e i 18 anni prima di andare a scuola? Fanno un primo pasto all’insegna del dolce. A farla da padrone i biscotti (75%delle preferenze), seguiti da cereali da prima colazione, muesli e riso soffiato (58%), dolci fatti in casa (43%) e merendine (38%). Yogurt, classico o alla frutta, per il 32%. Mentre 1 bambino su 4 ( 25-27%) sceglie pane o fette biscottate con creme spalmabili, marmellata o miele. Per tutti la bevanda preferita al pasto del risveglio è il latte: bevuto da solo (50%) o con aggiunta di polveri al cacao (43%), o con un po’ di caffè, soprattutto per i più grandi, nel classico caffelatte (32%) o cappuccino (23%). Succhi di frutta e spremute confezionate (26%) o fresche (20%) completano il quadro delle bevande più ricorrenti. E la frutta? Il suo consumo è un’abitudine solo per il 18% del campione. “Buona la scelta di una colazione dolce a base di cereali, che danno energia per tutta la mattina e apportano zuccheri a lento rilascio” commenta Luca Piretta. “Sì anche al latte, perché garantisce la quota di proteine e grassi utili a stimolare il senso di sazietà, e contiene inoltre buone quantità di calcio e fosforo molto biodisponibili. Ancora troppo bassi invece i consumi di frutta: sarebbe importante proporla regolarmente fin dal primo pasto della giornata, magari provando con spremute, oppure preparando una sorta di dessert con lo yogurt”.
“Corretto proporre alternative diverse a colazione – commenta ancora il prof. Piretta – il principio che dovrebbe guidare le mamme è far coincidere tre esigenze: prestare attenzione al fabbisogno nutrizionale adeguato, proporre solo frutta di stagione e rispettare i gusti del bambino. A differenza degli altri pasti, se un bambino preferisce una tipologia di colazione, se corretta dal punto di vista nutrizionale, lo si può assecondare e proporre gli stessi prodotti anche tutto l’anno. Importante però accorgersi subito se il bambino si stanca e, a quel punto, proporre alternative”. “É normale e comprensibile– afferma il prof. Piretta – che si faccia fatica a stare dietro a concetti non immediati e intuitivi come quelli della nutrizione umana, ma è importante che le mamme cerchino di avere qualche nozione in più di educazione alimentare e che sappiano regolarsi sul valore calorico degli alimenti che portano in tavola, per non eccedere nelle quantità e per poter rispondere in modo adeguato alle esigenze nutrizionali dei figli”. Per aiutarle a districarsi tra numeri e percentuali, Luca Piretta propone due idee di menù pensate per bambini di età diverse: “Un menù intorno alle 400 kcal, indicato per un bambino di 6-10 anni, può essere composto da una tazza di latte parzialmente scremato da 150 cc (o uno yogurt magro alla frutta senza zucchero), una fetta di pane tostato con marmellata o miele, due biscotti con i cereali e una spremuta d’arancio o un kiwi. Per un ragazzo tra gli 11 e i 18 anni, con un fabbisogno calorico giornaliero complessivo tra le 2500 e le 3000 calorie, si potrebbe proporre una colazione tra le 500 e le 600 kcal composta da una tazza di latte parzialmente scremato da 200 cc con aggiunta di cereali (80 gr) oppure tre fette biscottate con marmellata (da alternare un paio di volte a settimana con crema spalmabile), due o quattro biscotti frollini, una spremuta d’arancio o un kiwi”.

41461659 - family eating breakfast at kitchen table

La colazione, però, non è solo calcoli e formule matematiche, è anche un’alchimia di emozioni. “La prima colazione è un’occasione per rendere speciale il risveglio dei nostri bambini” spiega Simona Vanetti, psicologa, formatrice e co-fondatrice di Lallafly, il portale di per-corsi formativi per genitori. “Oltre al cibo, possiamo mettere in tavola dei messaggi significativi che facciano percepire l’affetto e la cura che abbiamo verso i nostri figli, anche durante la nostra assenza. Possiamo aiutare, ad esempio, i bambini che hanno difficoltà ad alzarsi al mattino preparando la tavola insieme la sera prima e creando, in questo modo, un’attesa positiva per la prima colazione, oppure lasciare una sorpresina sotto la tazza, soprattutto se al mattino non riusciamo a far colazione insieme. Per i più piccoli pensiamo a un disegnino, uno stiker, un fermaglio o un dolcetto, per i più grandi possiamo aggiungere un messaggio scritto. Anche gli adolescenti, sfuggenti e spesso refrattari a gesti e dimostrazioni d’affetto, apprezzeranno un bigliettino con un ‘ti voglio bene per ciò che sei’, che sarà un balsamo per la loro autostima”. Anche questo consiglio dovrebbe valere per tutti, grandi e piccini… SR

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