La parola ai Trainer: Simone Abrescia

Benvenuti nel nostro fit-spazio “La parola ai Trainer”, un salotto in cui organizzeremo degli incontri con i professionisti del training per avere la loro opinione sul mondo del fitness, oggi, in Italia, ma anche per scoprire come si allenano e che stile di vita adottano i guru dell’allenamento… Sì, vogliamo “rubare” i loro segreti! Questa volta MyFitness Magazine ha incontrato Simone Abrescia, 33 anni, istruttore fitness a Milano.

Simone è Personal Trainer, Dottore in Scienze Motorie, Preparatore Atletico FIPE, CrossFit Coach Lv. 2 e TacFit Instructor. Abbiamo voluto conoscerlo più da vicino Ecco l’intervista: ne scoprirete delle belle su training e dintorni!

 

Chi è Simone Brescia

Simone, ci racconti due cose su di te e il tuo percorso nel mondo del fitness?

Faccio il Personal Trainer dal 2010, dopo 2 anni di Istruttore di sala, in diverse palestre di Milano e hinterland. Per quanto riguarda la mia carriera sportiva, a livello agonistico ho sempre e solo nuotato da quando ho memoria, quindi dai 3 anni con i braccioli, fino ai 21 anni, età in cui nel nuoto devi decidere se farlo diventare la tua professione, con un futuro sbocco da allenatore di nuoto e/o bagnino, oppure decidere di appendere gli occhialini al chiodo ed entrare nel mondo del lavoro. All’età di 14 anni, ho avuto la possibilità di integrare la mia preparazione agonistica natatoria, con una preparazione atletica fatta dal grandissimo Ennio Preatoni, 8 Olimpiadi alle spalle nell’Atletica leggera, 3 da atleta e 5 da tecnico, alla PreaTonic di Garbagnate Milanese. Ricordo che fu in quel periodo che iniziai a coltivare la passione del fitness, appassionato dai vari macchinari, dai numerosi modi di usarli, e dalle molteplici metodologie che si potevano attuare per allenarsi; ma soprattutto mi affascinava come in quella particolare palestra, atleti di discipline diverse utilizzassero gli stessi attrezzi anche se gli sport dai quali provenivamo erano diversi. Giocatori di baseball, softball, noi nuotatori, sprinter, maratoneti, tutti lì a migliorarsi.

E poi?

Finita la mia carriera natatoria ho dovuto cercare subito un modo per mantenermi in forma e non perdere il vantaggio che il nuoto mi aveva faticosamente donato, vale a dire un fisico allenato alla fatica e atletico. Lo svantaggio di quando si smette di fare sport agonistico, è che ti rimane la fame di quando ti allenavi 4 ore al giorno, e per mesi continui ad avere quell’appetito h24 che ti fa però ingrassare 10 kg in poco tempo, poiché nel frattempo la scrivania o i banchi universitari sono diventati i tuoi soli attrezzi da allenamento… Trovando lavoro part time in una piscina come istruttore e bagnino, ho avuto la fortuna che nella stessa struttura in cui c’era la piscina, ci fosse e c’è tutt’ora una palestra in cui, noi istruttori di nuoto potevamo liberamente accedere per allenarci nelle ore meno affollate. E quindi da lì la mia passione ha potuto finalmente trovare sfogo, continuando ad informarmi, chiedendo agli istruttori, formandomi, leggendo riviste del settore e poi, iscrivendomi al mio primo corso di formazione per istruttori e personal trainer. Acquisita quella certificazione che mi permetteva di lavorare nel mondo delle palestre, iniziai a lavorare oltre che in piscina, anche in palestra. Il tempo passa e pochi anni dopo, lasciavo la piscina e quella palestra e tutto il suo mondo, per iniziare a lavorare come istruttore di sala, nella palestra per la quale lavoro tutt’ora. Dalla periferia al centro di Milano, in pochi mesi, da 100 iscritti a 4500 soci. E dopo 2 anni di istruttore di sala, la decisione di fare il personal trainer full time.

Quale strada hai intrapreso a livello di certificazioni?

Negli anni ho acquisito numerose certificazioni nel mondo del fitness, la più importante è sicuramente la Laurea in Scienze Motorie, presa mentre lavoravo, cosa che mi ha permesso di testare immediatamente le numerose nozioni che apprendevo in ambito accademico.

Come si svolge la tua giornata-tipo?

Sveglia ore 6.15, circa un’ora prima del primo allievo da allenare. Colazione con porridge di avena, proteine in polvere, multivitaminico omega 3, caffè americano. Dalle 7 alle 14 in palestra o ai vari allenamenti a domicilio. Nel frattempo, per lo spuntino delle 11, ho sempre dietro con me, o yogurt da bere, o shaker proteici o barrette proteiche, insomma, qualcosa di facilmente commestibile per non rimanere a digiuno e senza energia. Nel primissimo pomeriggio solitamente mi alleno e pranzo dopo. Se pranzassi prima, difficilmente riuscirei ad allenarmi con la giusta cattiveria e intensità, mancherei di “focus” mentale. Alle 15 faccio uno spuntino e alle 16.30 prendo uno shake post workout. Dalle 17.30 circa riprendo a lavorare da quell’ora fino alle 21.30 orario di fine allenamento dell’ultimo allievo. Cena alle 22 a casa. Solitamente alla domenica mi preparo almeno il riso bianco, basmati, in una quantità che mi basti fino al mercoledì circa, perché so che alla sera non ho nessuna voglia di spadellare alla masterchef. La mia cena è quindi spesso, riso e pollo, riso e tonno, riso e salmone, mega insalate con dentro quello di cui ho bisogno e cioè uova, formaggi magri, frutta secca, ecc. Post cena, controllo l’agenda per i giorni a venire e faccio un check sulle persone da allenare. Alle 23 a letto. Riassumendo mi alleno 4 volte dal lunedi al venerdi, senza giorni fissi. il giorno di riposo è obbligatorio.

L’importanza dell’alimentazione

Quanto conta l’alimentazione nella tua attività? 

L’alimentazione nella mia attività è fondamentale. Spesso su di me sperimento nuove teorie o diete che arrivano dall’America sempre supportate da studi di settore, per testarle innanzitutto su di me e per poi poter dire la mia, alle personale che alleno. Quasi come fosse un corso di aggiornamento. Mi sono accorto che se nel week end sgarro e mangio fuori dai miei standard, bevo un po’ troppo o pasticcio, tra sushi, pizza, hamburger, al lunedì non sono così brillante sia nel lavoro che nei miei allenamenti. E quindi pensando a chi si presenta in palestra senza aver fatto colazione o alimentandosi “ a caso” senza un senso logico, dico solo che la palestra sarà per loro un passatempo. Il corpo umano è come una F1, se però la alimentiamo a gasolio e noi andiamo a benzina, non renderemo mai al meglio, ma anzi peggioreremo. Oppure, la stessa F1, che arriva il giorno della gara in riserva, per finire la gara non dovrà e non potrà andare al massimo per poter arrivare alla fine dell’allenamento…

L’allenamento

Quali sono secondo te i punti chiave di una preparazione ottimale?

I punti chiave di un preparazione ottimale sono così ovvi e semplici che la gente non li segue mai. Come lo stretching, che nessuno fa mai. Tornando al discorso preparazione ottimale, i punti fondamentali sono :

1) capire a che punto si è a livello fisico. Il punto di partenza

2) capire dove si vuole arrivare. Il punto di arrivo

3) come si vuole arrivare lì. Solo dieta, solo allenamento, entrambi?

4) In quanto tempo voglio raggiungere la mia meta? E lì ci vuole una bella data precisa. Perché se una persona dice in 2 mesi, i 2 mesi tra mesi saranno sempre 2 mesi nel futuro. È come quella simpatica scritta nei ristoranti: si fa sconto domani.

5) Affidarsi a persone competenti e autorevoli.

Il percorso che una persona affronta in palestra dev’essere affrontato senza stress, in maniera divertente, ma con professionalità. I motivi per i quali la gente che non si riscrive nelle palestre sono numerosi e mai reali (l’istruttore non mi segue, nei corsi non facevo mai abbastanza fatica, la palestra non è attrezzata per come voglio allenarmi io…), spostando le colpe verso l’esterno. Quando poi vengono intervistate queste persone e si fa loro presente che nell’ultimo mese hanno frequentato la palestra 3 volte su 30 giorni cadono dal pero! Allenarsi con i pesi, o fare pilates, zumba, yoga, nuotare ecc, è come imparare a suonare uno strumento musicale: si impara in fretta a strimpellare, ma dallo strimpellare davanti al falò a impressionare gli stadi ci vuole tempo e impegno costante.

Qual è il tuo personale concetto di benessere?

Il mio personale concetto di benessere è il giusto mix tra l’essere competitivi, retaggio della mia carriera agonistica, e l’essere sicuri di sé nel corpo in cui si vive. Un giusto equilibrio tra disciplina e divertimento. Per raggiungere gli obiettivi sfidanti che ci diamo ogni lunedì, ogni settembre o ogni gennaio, perché sono questi i periodi più gettonati delle diete e dei buoni propositi, ci vuole disciplina e impegno. E spesso il nostro compito di personal trainer è quello di “post it”, di memorandum: “guarda che l’estate si avvicina, non mollare, ci sei quasi, avanti così, insisti, continua senza cambiar rotta”. Un po’ motivatori, un po’ psicologi, un po’ bastone e un po’ carota. Quindi per sentirsi bene secondo me bisogna sempre essere pronti a sfidarsi, senza stress, per poi essere fieri di se stessi, nel momento in cui si raggiungono gli obiettivi fisici che ci si è prefissati.

Come ti alleni? E in vista di una gara?

Mi alleno principalmente sollevando pesi. Sono alto 1,83 e peso circa 88 kg, quindi per mantenere questo peso devo sollevare pesi “pesanti” più volte a settimana. Se sgarro con l’alimentazione, per entrare nei ranghi, di sicuro non vado a correre, perché pesando parecchio e non avendo piedi, caviglie e articolazioni condizionate alla e per la corsa mi farei solo del male. Sono a favore della corsa, ma non come esercizio brucia grassi. Poi spiegherò il perché. Trovo molto più utile per avere un fisico tonico, asciutto e forte sollevare pesi che permettano ai muscoli di rinforzarsi, piuttosto che correre ore e ore sopra un tapis roulant chiusi in palestra. Gli addominali come dice una legge del fitness, si fanno in cucina: 80% nutrizione, 20% esercizio. Certo, sollevare pesi può essere noioso come lo stretching. Tolte le vesti del nuotatore, cercando di indossare quelle da crosssfitter, mi sono accorto che ero molto carente nella parte del sollevamento olimpico, quindi visto che penso sempre che per insegnare bisogna innanzitutto saper fare, mi sono cimentato in questa disciplina. Il mio spirito agonista ovviamente mi ha portato a gareggiare in questa disciplina solamente da pochi anni a questa parte ma comunque con buoni risultati. Dando sempre la priorità comunque al lavoro cerco di fare sollevamento pesi almeno tre volte a settimana, in vista di una gara le sedute di allenamento diventano quattro a settimana. Semplicemente quando ci si avvicina alla gara si sta più attenti ai dettagli che possono fare la differenza in gara. La gara all’interno del sollevamento pesi consiste in tre alzate o tre sollevamenti in una disciplina chiamata strappo e quando tutti concorrenti hanno finito lo strappo si passa allo slancio e anche qui si hanno tre alzate. La somma dei pesi sollevati nelle migliori alzate una dello strappo e una dello slancio determina il risultato finale. Quindi ritornando al discorso dell’avvicinamento gara i dettagli possono fare un enorme differenza tra sollevare un peso “record” e un peso normale da allenamento.

Un esercizio irrinunciabile per il tuo fisico? 

Un esercizio irrinunciabile è lo squat: per una corretta proporzione muscolare e per avere le gambe forti. In più mi dà molta più stabilità con la schiena, molta più forza con l’addome e mi permette di sviluppare maggior potenza in altri esercizi svolti in piedi. E quindi a tutti i miei allievi uomini e donne, per lo stesso motivo faccio fare lo squat. Tonifica gli arti inferiori, nella loro totalità. gambe, cosce e glutei di marmo, in arrivo sulle spiagge di tutta Italia

Quali sono i falsi miti più comuni da cui si deve difendere chi vuole allenarsi seriamente?

Fare infinite ripetizioni di addominali mi farà uscire la tartaruga e mi farà perdere il grasso localizzato sull’addome: questo è un falso mito. Le cellule adipose o adipociti situati nella zona addominale di sicuro non si svuoteranno ammazzandosi di addominali, spesso creeranno solamente un fastidioso dolore al collo perché l’eccessiva flessione ed estensione del collo nel tentativo di finire il numero prefissato di ripetizioni ci farà solo che male.

In sauna non si brucia grasso, fosse così facile, d’estate solo per il fatto che siamo sotto il sole ad abbronzarci dopo ore ed ore di tintarella dovremmo essere tutti più magri e io sarei senza lavoro. Fosse semplicemente un fatto di caldo o di calore che crea la combustione di grasso i centri estetici con le loro docce solari, sarebbero dei centri di dimagrimento. In sauna si suda, si perdono liquidi, quindi se uno si pesa subito dopo, sicuramente peserà di meno sulla bilancia (che altro non è che un uno strumento per misurare quanto pesiamo sulla terra) senza differenziare e senza svelarci che cosa abbiamo perso facendo la sauna, se grasso, acqua, muscoli, ossa o altro.

Camminare, andare in giro in bicicletta, fare le scale e/o giocare a calcetto una volta a settimana non equivale ad allenare le gambe!

I carboidrati non fanno ingrassare, soprattutto se mangiati alla sera non fanno ingrassare. I Carboidrati di per sé hanno lo stesso potere calorico delle proteine. Perché allora tutti pensano che siano i carboidrati a fare ingrassare? Perché quando sperimentiamo di togliere i carboidrati, dalla nostra dieta, il corpo si sgonfia. I carboidrati richiamano acqua all’interno della cellula, quindi non essendo presenti sembriamo e siamo più sgonfi. Peccato che il nostro organismo dai carboidrati prenda gli zuccheri necessari a far girare la macchina corpo. Senza carboidrati il cervello lavora male perché non è né giusta né corretta la quantità di zucchero per poter funzionare a regime; I muscoli sono deboli; e così anche alcuni organi del nostro corpo circondati da tessuto muscolare, come per esempio il cuore potrebbero lavorare maniera non consona, questo ovviamente se sì protraesse la mancanza di carboidrati per lungo tempo.

Quali sono i tuoi modelli sportivi? 

Ultimamente sono molto affascinato dalla disciplina al lavoro di Cristiano Ronaldo. Un atleta come lui che ha vinto tutto ripetutamente e che a livello mondiale è famosissimo, nonostante questo, raccontano tutti gli addetti lavori, arriva un’ora e mezza prima dei suoi compagni di squadra e anche a casa nei giorni in cui la squadra non si allena lui comunque fa qualcosa inerente al suo lavoro/sport. Spesso sento dire nei bar sport, da gente comune, che se venissimo noi pagati milioni di euro anche noi ci alleneremo tanto quanto lui, a discapito di questa frase e propria dimostrazione che non è così, nessuno dei suoi compagni, che è vero guadagnano un po’ meno di lui (ma comunque milioni) si allena quanto lui. Un altro modello sportivo sempre per etica di lavoro, professionalità, eleganza e carisma, è re Roger Federer. Quasi per lo stesso motivo per il quale mi piace ancora di più Roger Federer a 37 anni, ogni volta che entro in campo e vince, crea un nuovo record e una nuova voce per Wikipedia. E sia che perda, E ultimamente succede, nostra fortuna, comunque lo fa con uno stile che ci ricorda che pur sempre sport. Nel mio mondo, ex mondo, quello del moto agonistico, ho ammirato tenacia e la voglia di Michael Phelps nel 2008, prendersi a tutti costi il record di otto in un’unica edizione dei giochi olimpici.

In palestra la parola d’ordine è…

La parola d’ordine per me è non perdere tempo.Si può arrivare per esempio alle 6:50 al tornello della palestra e alle 7 essere già nella sala pesi. Alle 9 dello stesso mattino essere in ufficio, già allenati.

Hai un contatto diretto con il pubblico: cosa suggeriresti per motivare le persone all’esercizio fisico?

Io consiglio sempre di darsi degli obiettivi. Sembra una cosa ovvia, ma vi assicuro che c’è gente che frequenta e che si iscrive in palestra, giusto per trascorrere il tempo e fare del movimento. È buona cosa comunicare questi obiettivi al proprio personal trainer, anche solo semplicemente al proprio compagno di allenamento, alla propria compagna/o di vita compagno di vita, o gli amici, insomma di rendere partecipe più persone possibili del proprio obiettivo, questo per creare supporto nel momento in cui non vorremo andare in palestra. Questi obiettivi devono avere una dead line, con una data precisa, darsi invece come tempo tra due mesi, non lo è. Perché se tra due mesi leggeremo il Post It sul nostro frigorifero che ci dice tra due mesi, questi due mesi non arriveranno mai. Il 30 settembre 2018 prima o poi arriverà…MFM

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