Dieta chetogenica e sport, il parere dell’esperto di MioDottore

Dieta chetogenica e sport: quanto ne sappiamo? Per scoprire meglio questo regime alimentare e quanto è davvero benefico per chi pratico sport, abbiamo interpellato il Dottor Adriano Tribuzio, dietista, di MioDottore, che ha aderito al progetto di video consulenza online attivato dalla piattaforma.

Dieta chetogenica e sport: quanto ne sappiamo? Per scoprire meglio questo regime alimentare e quanto è davvero utile per chi pratica sport, abbiamo interpellato il Dottor Adriano Tribuzio, dietista, di MioDottore, che ha aderito al progetto di video consulenza online attivato dalla piattaforma.

Dieta chetogenica e sport

La dieta chetogenica, lo ricordiamo, si basa sul principio per cui l’organismo, una volta esaurite le fonti esterne di glucosio, entra in uno stato di chetosi (che non ha nulla a che vedere con la chetoacidosi: stato patologico grave che si può verificare solo in determinate condizioni di malattia) iniziando così a bruciare i grassi come fonte di energia (per saperne di più, cliccate qui).

Il parere dell’esperto

Per scoprire meglio quanto è davvero benefica la dieta chetogenica per chi pratica sport, ecco la nostra intervista al Dottor Adriano Tribuzio.

Dottor Tribuzio, quali sono i principi generali della dieta chetogenica?

Per dieta chetogenica si intende una tipologia di dieta in cui è presente la chetosi, cioè una condizione metabolica che si prolunga nel tempo (cronica), dove come fonte di energia vengono utilizzati i corpi chetonici. Questi sono un tipo di carburante che viene usato durante situazioni simili al digiuno, quando non viene introdotto glucosio con l’alimentazione.

Questa tipologia di dieta è un meccanismo di adattamento al digiuno o di forte diminuzione dell’apporto di cibo.

Consiste principalmente nell’attingere energia dai trigliceridi, producendo così i corpi chetonici che diventano il carburante principale del corpo.

È una dieta adatta a chi pratica sport? Perché?

Dipende, nel senso che va tutto contestualizzato in base ai vari obiettivi che uno sportivo ha in mente. Vanno quindi analizzati gli obiettivi sia a livello di performance, che a livello metabolico e di composizione corporea.

Ad oggi, non ci sono evidenze scientifiche che diano la certezza che la dieta chetogenica sia indicata per chi pratica sport.

Molto spesso è stato visto al contrario un calo della performance, soprattutto negli sport in cui si ha bisogno di un elevato uso dei carboidrati come carburante, ad esempio gli sport stop and go come il calcio, il sollevamento pesi o il nuoto. Nell’endurance invece sembra che ci sia qualche differenza.

Per quale attività sportive o fasi di allenamento, dunque, è indicata e per quali invece potrebbe essere sconsigliata?

Dipende da varie dinamiche. Ad esempio, in fase di fine stagione, quando i campionati sono finiti, questa dieta può essere contestualizzata al meglio (sempre con un adeguato monitoraggio medico). Inoltre, può essere usata in determinati contesti di allenamento dove il carburante principale può essere il grasso; quindi, contesti in cui lo sforzo non è di forza o di altissima intensità, come invece il sollevamento pesi o lo stop and go come il calcio. Naturalmente il tutto deve essere accordato con lo staff medico e tecnico dell’atleta in questione.

A cosa deve prestare attenzione, in particolare, un atleta che la segue?

Sicuramente deve essere valutata la performance che l’atleta riesce a generare durante il proprio allenamento o sport specifico.

Non avrebbe senso fare la chetogenica se poi durante la gara si aumenta il tempo di 2 secondi o si fa fatica a fare uno scatto.

Per quanto tempo si può praticare?

Tutto dipende dalla programmazione degli allenamenti: la dieta si modifica in base a questi. Quindi si deve capire, in collaborazione con l’allenatore, quali sono le richieste energetiche dell’allenamento e in base a ciò comportarsi di conseguenza, con il giusto dosaggio dei vari nutrienti.

Quali sono eventuali effetti collaterali? E i vantaggi?

Parlando di vantaggi, è difficile quantificarli. Tutto andrebbe personalizzato per ogni singolo atleta, dato che ciascuno reagisce in modo diverso.

È importante effettuare un’analisi in base allo sport praticato dall’atleta e anche al tipo di allenamento e performance richieste.

Anche gli effetti negativi vanno letti in base all’atleta, capendo come reagisce non solo a livello fisico (crampi, alitosi, stitichezza ecc…), ma anche in termini di espressione della performance, andando a evitare un calo netto della prestazione.

Cosa ne pensate di dieta chetogenica e sport? Abbiamo parlato di questo argomento anche qui a proposito di grassi.

(Simona Recanatini)

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