Mens sana in corpore sano: arriva la Brain Longevity, con i consigli dell’esperta di Guild Living, prima destinazione di longevità in Italia. Le 5 dritte da mettere in pratica subito per “allenare” il cervello e tenerlo giovane e attivo. Spoiler: il movimento è uno dei pilastri fondamentali per allungare la giovinezza del cervello.

La quota di anziani in Italia è in aumento, e la tendenza rimarrà tale anche nei prossimi anni: a dimostrarlo, le numerose statistiche a tema. Accanto all’avanzare dell’età crescono poi i rischi associati, come lo sviluppo di una forma di demenza, che spicca tra i principali.
Tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato la demenza tra le priorità della salute pubblica.
D’altro canto, però, il 45% dei casi di demenza può essere prevenuto agendo su alcuni fattori di rischio (The Lancet Commission, 2024). In questo contesto si inserisce l’importanza del prendersi cura di sé e della prevenzione, un’abitudine che può fare la differenza.
Guild Living, prima destinazione di longevità in Italia, affronta il tema attraverso la pratica della Brain Longevity con i consigli di Francesca Buffa, Brain Longevity Specialist specializzata in over 65 e responsabile delle attività di Brain Longevity interne.
Che cos’è la Brain Longevity
Si tratta di un metodo sviluppato dall’Alzheimer’s Research and Prevention Foundation di Tucson, in Arizona, che da decenni studia e sperimenta, in collaborazione con università e istituti di ricerca, protocolli per mantenere giovane e attivo il cervello.
Una visione basata su un mix di cura dell’alimentazione, gestione dello stress, esercizio fisico e mentale e benessere spirituale per contrastare il decadimento cognitivo.
Brain Longevity: 5 dritte per “allenare” il cervello e tenerlo giovane e attivo
Il cervello, grazie alla neuroplasticità, è un organo in continua evoluzione, e, dato che alcune funzionalità iniziano a rallentare e diminuire già dai 30 anni, la Brain Longevity resta una buona abitudine da introdurre a qualsiasi età. Dopo i 60, però, alcuni accorgimenti ad hoc permettono di dedicarsi a questa pratica in modo più specifico e accessibile a tutti.
Ed ecco i 5 consigli dell’esperta per un cervello giovane dopo i 65 anni.
Alimentazione: vietata la noia
I principi di una sana alimentazione sono ormai noti, ma curare il proprio menu significa anche permettersi di scoprire. Ad esempio, scegliendo di adottare un pasto diverso dal solito, o introducendo un alimento nuovo.
In questo modo, anche quando si è più maturi, non solo ci si assicura il giusto apporto nutrizionale, ma si mantiene un atteggiamento aperto e flessibile.
Respirare da pro
Per una corretta gestione dello stress, che resta uno dei nemici principali della salute generale, la respirazione è tra gli alleati più efficaci. Spesso, a una certa età, si ha uno schema consolidato anche per quanto riguarda il respiro: un fattore cruciale, perché si tratta di un aspetto che influisce sull’energia.
Il punto di partenza, in questo caso, è la postura. Allineando la postura, come se un filo immaginario tendesse il corpo a partire dalla sommità del capo, il respiro cambia, espandendosi anche al ventre, al costato e alla zona clavicolare.
A questo punto, si è pronti per un focus dedicato: basta ritagliarsi pochi minuti, ma liberi da connessioni o distrazioni, inspirando ed espirando profondamente, a ritmo lento.

Camminare, se possibile a piedi nudi
In generale, il movimento è uno dei pilastri fondamentali per allungare la giovinezza del cervello. Ma se non si è atleti provetti, quello che conta è non arrendersi alla sedentarietà.
Anche camminare va benissimo, purché fatto con consapevolezza. L’ideale è dedicarsi a una camminata concentrandosi su passi lenti e sentendo la connessione con l’ambiente circostante.
Se si ha la possibilità di passeggiare a contatto con la natura, questa connessione diventerà ancora più evidente camminando in un prato a piedi nudi.
Il principio base, però, resta l’esperienza introspettiva e la capacità di concentrarsi su ogni singolo movimento, non la performance.

Benessere spirituale
Non inteso come spiritualità di tipo religioso, ma come capacità di cogliere ciò che fa stare bene il proprio spirito. Che sia un’attività di svago o una risata con gli amici, l’obiettivo è il benessere del nostro essere più profondo.
Per chi volesse sperimentare qualcosa di più specifico, il sentiero da esplorare è quello della vocalità e dei mantra.
Queste vocalizzazioni, infatti, attivano la vibrazione e la corrente sonora, stimolando le aree del palato collegate all’ipotalamo, la parte più antica del cervello.
Guardare oltre la propria prospettiva
Cercare di lasciarsi alle spalle la rigidità e i giudizi va di pari passo con la capacità di mettersi in gioco.
E non c’è un momento migliore di un altro per porsi davanti a una piccola sfida, come provare qualcosa che difficilmente si farebbe durante la propria giornata.
Non deve essere qualcosa di eclatante, in questo caso è l’atteggiamento a fare la differenza, la priorità è decidere davvero di mettersi a disposizione dell’esperienza, lasciando spazio a nuove prospettive.
La parola all’esperto
“Per la longevità, in generale, sono diversi gli aspetti da considerare” commenta il Professor Andrea Ungar, Past President della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria e Docente ordinario di Geriatria all’Università di Firenze.
“In primo luogo, il concetto stesso di longevità è molto cambiato, perché oggi i nostri longevi sono persone che vogliono continuare a dedicarsi a ciò che amano, ai loro hobby, a conoscere”.
“Una longevità felice e appagante ruota intorno al benessere del corpo, ma anche della mente e dello spirito, al di là della sola condizione fisica”.
“In questo contesto, coltivare lo stimolo a mantenersi attivi, seguire le proprie passioni e non perdere il senso di scopo è fondamentale per contrastare il declino emotivo e cognitivo, che è poi all’origine di molte delle forme di demenza”.
Guild Living
Guild Living è un luogo unico in Italia: non un semplice residence per la terza età, ma una destinazione in cui poter vivere una longevità felice, ogni giorno — nelle emozioni, nella mente, nel corpo.
Qui, gli over 65 autosufficienti che desiderano restare attivi e curiosi trovano una comunità che li accoglie davvero: relazioni autentiche, stimoli culturali, ritmi di vita che nutrono la salute e la gioia di esistere.
Guild Living non viene scelta solo per la possibilità di soggiornare, ma per entrare in un modo nuovo di sentirsi vivi, con un senso di scopo e di appartenenza.
Fondata da Eugene Marchese e Michael Eggington, Guild Living conta oggi 83 appartamenti a Siena e altri in apertura in nuove località italiane.
Nel 2025 ha accolto oltre 700 persone (residenti, ospiti di soggiorni temporanei, partecipanti ai retreat tematici) unite dal desiderio di vivere il tempo come un dono che continua a fiorire.
Via abbiamo presentato il progetto Guild Living qui.
(S.R.)