Attività fisica e crampi muscolari: come prevenirli

Un’origine neurologica, legata all’insorgere della fatica: sembra essere questa la tesi più accreditata in ambito scientifico per spiegare i crampi muscolari, così frequenti tra gli atleti. Per prevenire l’insorgere dei crampi muscolari è importante, oltre a un buon riscaldamento, anche l’utilizzo di integratori energetici specifici.

crampi muscolari associati all’esercizio fisico sono un fenomeno piuttosto frequente, specialmente nelle competizioni agonistiche.

Il crampo viene definito come una forma di spasmo o di contrattura muscolare spontanea e involontaria, che si accompagna a dolore molto intenso e che costringe l’atleta a interrompere l’attività che sta compiendo. I crampi muscolari colpiscono prevalentemente i muscoli biarticolari (polpaccio e quadricipite della coscia), in seguito a un’attività muscolare protratta nel tempo.

Fu grazie alle osservazioni fatte ai primi del 900 sui minatori che si iniziò a collegare la presenza di crampi alla disidratazione e alla deplezione elettrolitica, tuttavia la moderna ricerca scientifica non sembra avvalorare questa teoria. Non vi sono prove scientifiche che colleghino il caldo estremo o il freddo all’insorgere dei crampi. È stato Martin Schwellnus uno dei primi ricercatori a suggerire che i crampi potrebbero avere un’origine nervosa innescata da un’attività anormale e prolungata del riflesso spinale, secondaria all’affaticamento muscolare.

Secondo questi studi, il caldo estremo o il freddo provocano cambiamenti fisiologici secondari come la fatica, vera causa dell’insorgere dei crampi muscolari. Quasi tutte le attuali teorie, non solo gli studi condotti da Schwellnuss, affermano che la causa diretta dei crampi sia la fatica muscolare, non conseguenza di un singolo meccanismo, ma somma di vari fattori, quali le caratteristiche dell’individuo, il tipo di allenamento, la sua intensità, la temperatura esterna, ecc. Inoltre, una ricerca pubblicata nel 2013, ha identificato una variante nel codice genetico per un tipo specifico di tessuto connettivo nei tendini che si associa con episodi precendenti di crampi durante l’esercizio fisico.

Negli ultimi anni, numerosi ricercatori hanno identificato una predisposizione genetica a determinate lesioni dei tessuti molli come tendini e legamenti che potrebbe indicare che una variazione genetica può predisporre alcuni individui a sperimentare crampi muscolari più di altri.

Per porre rimedio a queste forti contrazioni muscolari è importante:

  • Interrompere qualsiasi attività che ha innescato il crampo;
  • Allungare il muscolo colpito dal crampo, mantenendo l’allungamento fino a quando quest’ultimo passa e massaggiando il muscolo delicatamente;
  • Se il muscolo è teso e contratto, applicare calore. Se il muscolo è rilassato e dolente, applicare del ghiaccio.

Invece, per prevenire l’insorgere dei crampi, è utile fare sempre un bel riscaldamento, accompagnato da esercizi di stretching per allungare i muscoli e ridurre o posticipare l’insorgere della fatica tramite l’utilizzo di integratori energetici specifici, come quelli proposti da Matt.

In conclusione, le cause dei crampi durante l’esercizio sono complesse e non sono state completamente stabilite dai ricercatori, ma l’origine neurologica, legata all’insorgere della fatica è la più forte ed è inoltre supportata da una grande quantità di bibliografia.

Insomma, dire addio ai crampi muscolari è possibile con qualche piccolo ma importante accorgimento… MFM

 

 

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