Gli integratori a base di erbe

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Gli italiani amano gli integratori e hanno un elevato livello d’interesse su questo argomento. Lo ha rilevato una recente ricerca di GfK Eurisko. Per fare chiarezza su un argomento complicato ma molto serio, Integratori Italia di AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) recentemente ha realizzato la prima edizione della Review sull’Integrazione Alimentare che fa chiarezza sia su principi attivi che sulle diverse esigenze nelle varie fasi della vita, stilato da un pool di otto tra i maggiori esperti italiani su questo argomento Ecco la relazione integrale della professoressa Patrizia Restani, del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Università degli Studi di Milano, dedicato agli Integratori a base di erbe, amati anche dagli sportivi. Per esempio, il ginseng, noto per migliorare la resistenza alla fatica, sia fisica che mentale.

“I prodotti contenenti ingredienti botanici trovano un largo consenso nella popolazione generale e sempre più entrano a far parte delle abitudini quotidiane. I prodotti con ingredienti vegetali o loro derivati rientrano in varie categorie, che possono essere regolamentate diversamente in vari paesi, inclusi quelli della Comunità Europea. Principalmente sono prodotti regolamentati dalla legislazione del farmaco (principi attivi di origine vegetale da lungo tempo conosciuti e utilizzati nella medicina convenzionale), prodotti regolamentati dalla legislazione alimentare (alimenti vegetali come tali, gli alimenti funzionali e gli integratori alimentari) e dispositivi medici (per esempio soluzioni oftalmiche idratanti che contengono per lo più camomilla, calendula, fiordaliso ma anche eufrasia e mirtillo; liquidi utilizzati nella cura delle lenti a contatto; colluttori utilizzati per il trattamento delle infiammazioni gengivali e delle afte).
Esistono diverse problematiche relative agli integratori contenenti botanicals; certamente una delle più critiche è rappresentata dalle diverse liste di ingredienti ammessi. Un importante sforzo fatto da tre paesi europei nel tentativo di uniformare le proprie liste – Belgio, Francia e Italia – ha portato alla definizione dell’acronimo BELFRIT che sta a indicare la lista condivisa di botanicals ammessi nella categoria degli integratori alimentari. Il Ministero della Salute con il Decreto del 27 Marzo 2014 ha modificato il precedente decreto del 9 Luglio 2012 per includere anche la lista BELFRIT, che specifica il nome botanico delle piante autorizzate, la famiglia di appartenenza, i sinonimi e le parti impiegate secondo la tradizione d’uso.
Per inquadrare il mercato degli integratori a base di piante a livello europeo e italiano, è utile considerare i risultati dell‘indagine effettuata nell’ambito del Progetto PlantLIBRA che ha consentito di ottenere numerosissime informazioni relativamente ai consumatori. Lo studio ha coinvolto 2400 consumatori reclutati in 6 paesi europei (Finlandia, Germania, Italia, Romania, Spagna, UK), a partire da circa 12.000 persone adulte contattate. L’indagine ha coinvolto 4 città per ogni paese scelte in base alla localizzazione geografica; in Italia: Milano, Venezia, Roma e Catania.
Ne è risultato che il profilo del consumatore di integratori a base di erbe è mediamente colto e ha uno sano stile di vita: il 71% ha un livello di istruzione medio o alto (59 e 22%, rispettivamente); il 63% fa attività fisica moderata (51%) o elevata (12%); il 65% è normopeso, il 26% sovrappeso e il 6% obeso; il 48% non fuma, il 22% è costituito da ex-fumatori e il 30% da fumatori. Per quanto riguarda le piante più richieste troviamo: Aloe, Finocchio, Valeriana, Ginseng, Mirtillo, Passiflora, Melissa, Guaranà, Tarassaco, Carciofo. Importante segnalare che le rivendite principali di integratori alimentari con piante in Italia è rappresentata dalle erboristerie e negozi similari (64% contro il 54.8% dell’intero studio), a conferma della fiducia del consumatore nei responsabili di questi esercizi commerciali.
In parallelo, in Italia l’erborista è il professionista a cui più frequentemente il consumatore chiede consigli sull’uso di questi prodotti. Interrogati sulla soddisfazione derivante dall’uso degli integratori alimentari segnalati, i consumatori italiani dell’indagine PlantLIBRA hanno dichiarato di aver tratto beneficio: sempre 31%; qualche volta 56%; raramente 9%; mai 1%; non so 3%. (www.plantlibra.eu).

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A titolo di esempio, ecco un breve focus sulle caratteristiche di quattro piante che hanno lunga tradizione d’uso e sono risultate tra le più frequentemente presenti nei prodotti segnalati dai consumatori Italiani nell’indagine di PlantLIBRA.

Cassia angustifolia (senna)
Le foglie e i frutti della senna erano utilizzati per la regolarità del transito intestinale già nel 9-10° secolo DC dagli Arabi. E’ attualmente inclusa dal Ministero della Salute Italiano nella lista delle piante utilizzabili negli integratori alimentari e il suo utilizzo viene associato (foglie e frutto) ad un miglioramento della “regolarità del transito intestinale”.

Echinacea purpurea e l’E. angustifolia
Comunemente note come echinacea, sono incluse nella lista delle piante ammesse dal Ministero della Salute Italiano negli integratori alimentari. Le parti utilizzabili sono i derivati delle parti aeree e delle radici ai quali si possono associare le seguenti attività fisiologiche: “Naturali difese dell’organismo. Funzionalità delle vie urinarie. Funzionalità delle prime vie respiratorie“. Le piante sono incluse anche nella lista BELFRIT. Originaria delle zone temperate del Nord America, dove veniva originariamente impiegata dagli indigeni per favorire la cicatrizzazione e curare le ferite da morsi di serpente, è una pianta che ha riscosso molto interesse da parte dei ricercatori e sono stati pubblicati tantissimi lavori che illustrano risultati di studi sia in vitro sia in vivo, con risultati promettenti sulle affezioni respiratorie e sul sistema immunitario.

Panax ginseng
Noto come ginseng, è stato incluso dal Ministero della Salute Italiano nella lista delle piante utilizzabili negli integratori alimentari. Le parte ammesse sono le foglie e le radici. L’utilizzo delle radici viene associato alle seguenti attività salutistiche: tonico-adattogeno, antiossidante, tonico (stanchezza fisica, mentale), metabolismo dei carboidrati. La pianta è inclusa nella lista BELFRIT, e sono ammesse radici, foglie, e bacche. Originario della Corea e della Cina, la sua coltivazione si è enormemente estesa raggiungendo anche gli Stati Uniti. Le radici sono usate da più di 2000 anni e le potenziali applicazioni sono numerosissime come dimostra lo stesso nome che significa “panacea per tutti i mali”. Sebbene i dati derivanti da studi nell’uomo non siano sempre concordi, si ritiene che il ginseng possa migliorare la resistenza alla fatica e promuovere i processi cognitivi, intervenendo sull’astenia. È ampiamente utilizzato nelle medicine tradizionali e in particolare in quella cinese, giapponese e coreana.

Valeriana officinalis
Comunemente consociuta come valeriana, è inclusa nella lista delle piante ammesse dal Ministero della Salute Italiano negli integratori alimentari. Le parti utilizzabili sono i derivati delle radici e del rizoma, ai quali si possono associare le seguenti attività fisiologiche: “Rilassamento (sonno, in caso di stress)“. La pianta è ugualmente inclusa nella lista BELFRIT. La valeriana ha trovato impiego in molte aree geografiche e in particolare in Europa, nel Nord America e in Asia (soprattutto in Giappone); conosciuta da più di 2000 anni, come dimostrano le citazioni di Dioscoride e Galeno, la valeriana viene tradizionalmente impiegata per la riduzione degli stati ansiogeni e per combattere l’insonnia”.

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