Alessandro De Rose e la Red Bull Cliff Diving World Series

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Cosentino di nascita, triestino, francese e poi romano d’adozione, Alessandro De Rose è l’unico italiano in gara nella Red Bull Cliff Diving World Series. Traduzione: tuffi in caduta libera che sfidano la gravità, evoluzioni che lasciano a bocca aperta. I migliori atleti saltano da un’altezza che è tre volte quella olimpica, senza alcuna protezione, facendo affidamento solo sulla loro concentrazione, abilità tecnica e controllo fisico. In meno di tre secondi, la gravità fa raggiungere al loro corpo una velocità di circa 85 km/h. Ecco:  il personaggio è davvero…top! Alessandro De Rose ha perseguito il suo sogno di diventare un high diver professionista con tenacia e determinazione. Infaticabile in palestra, puntiglioso in vasca per curare ogni minimo particolare dei tuffi da portare in gara e avere il perfetto controllo di ogni singolo movimento, ripetendolo all’infinito fino a quando il corpo non lo ha memorizzato al punto che la mente non serve più. La mente è libera, controlla le emozioni, vince ogni residuo di paura: pronta a godersi l’ebrezza che si rinnova ad ogni tuffo, appena i piedi staccano dalla piattaforma e il corpo spicca il volo. Una caduta libera a 85 km/h di appena 3 secondi, ma che emoziona per sempre: chi la compie e chi la guarda.

Ma come si conquista quella piattaforma posta a 27 metri di altezza? Prima del training in acqua, una lunga e fondamentale fase della preparazione dei diver avviene in palestra ed è qui che nasce il tuffo. La fase aerobica di training fisico ed acrobatico costituisce, infatti, la parte più importante dell’allenamento: prendendo spunto dalla routine di preparazione di ginnasti e acrobati, gli atleti sviluppano flessibilità, verticalità ed eleganza del gesto atletico. In particolare, il barani, ovvero la posizione di raccoglimento a gambe e braccia tese con cui i diver chiudono il tuffo per fendere come lame affilate la superficie dell’acqua, è la stessa adottata dagli atleti dei trampolini elastici e delle varie discipline della ginnastica artistica.

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Dopo la fase di riscaldamento, si entra finalmente in acqua. In piscina, gli atleti esercitano separatamente le tre parti che compongono il tuffo: stacco dalla piattaforma, esecuzione in aria e entrata in acqua. “In gara uniamo le tre fasi del tuffo. Bisogna provare e riprovare, fino a quando il corpo non memorizza perfettamente ogni movimento, in modo che in gara l’esecuzione sia meccanica e la mente sgombra. Se controlli il tuffo da 10 metri, lo fai anche da 27: a quel punto è solo questione di testa” spiega Alessandro De Rose.

Sono necessari mesi di duro allenamento per prepararsi alla gara, ma l’emozione che i diver provano nel momento in cui entrano in acqua è unica: sotto la superficie, immersi nel silenzio, realizzano di aver compiuto un’impresa che pochissimi al mondo riescono a realizzare.

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DIVER & TRICKER

Alessandro De Rose, in vista della World Series 2018, stagione che ha preso il via il 2 giugno dal Texas e in cui ha debuttato come atleta titolare dopo 5 edizioni da wildcard, ha perfezionato questa tecnica allenandosi proprio con l’atleta americano Red Bull: Bailey Payne, campione di tricking, disciplina acrobatica nata nella cultura underground anni ’90. Bailey la descrive come una combinazione di “ginnastica ritmica, break dance e arti marziali”. Un incontro particolare, durante il quale i due atleti hanno avuto ancor di più la dimostrazione di quanto le loro discipline, seppur apparentemente così diverse e lontane, abbiano molto in comune. I due atleti si sono scambiati i “trucchi del mestiere”: Bailey, un passato da cheerleader e trampolinista prima di diventare un esperto di tricking, ha dato preziosi suggerimenti ad Alessandro per migliorare avvitamenti e velocità di esecuzione, mentre Ale lo ha incoraggiato a compiere 4 salti mortali in avanti e indietro “Non lo avevo mai fatto prima: è incredibile!”ha affermato il vincitore della Red Bull Throwdown, celebre evento di tricking.

Alessandro ha ottenuto in Texas un ottimo settimo posto in classifica piazzandosi davanti a campioni del calibro di Gary Hunt e al campione in carica Jonathan Paredes. Alessandro ha deciso di portare in gara una serie di tuffi con coefficiente di difficoltà basso, con i quali potersi garantire un buon piazzamento, per inserirne di nuovi e più difficili nelle tappe successive. “Ho dato tutto me stesso e sono contento di essermi piazzato a metà classifica” ha dichiarato Alessandro al termine della gara. “Questo risultato mi ha fatto capire di aver raggiunto il livello dei migliori diver del circuito e adesso guardo alla tappa di Bilbao con la convinzione di poter fare molto bene.”

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 VITA DA ATLETA

La vita di Alessandro De Rose è cambiata radicalmente nell’ultimo anno: da ragazzo che lavorava come cameriere o bagnino, ritagliandosi il tempo per allenarsi in palestra e piscina, oggi De Rose, grazie agli ottimi successi conquistati nella stagione 2017, finalmente fa la vita che ha sempre desiderato fare. Quella dell’atleta. La sua giornata è scandita dagli allenamenti, 3 ore la mattina (in palestra) e 3 ore il pomeriggio (in piscina), sotto la guida esperta di due preparatori atletici.

Al Centro di Preparazione Olimpica Acqua Acetosa Giulio Onesti dove si allena adesso, Alessandro ha anche trovato il suo nuovo mentore: Oscar Bertone, Tecnico Federale responsabile della Nazionale di tuffi giovanile. “Quando vivi per un grande obiettivo, il duro lavoro non è una scelta. È una necessità. E questo Alessandro ha iniziato a capirlo davvero da quando si allena qui con noi. Sta lavorando duro, soprattutto per migliorare i suoi punti deboli: flessibilità, abilità acrobatiche, pulizia e grazia del gesto atletico. Fisicamente è molto forte, un vero toro, ma ha bisogno – come diciamo noi in gergo – di ‘essere rotto’, ovvero di diventare più duttile e agile. Migliorando questi aspetti, sono certo che riuscirà ad avere performance costanti di ottimo livello in allenamento come in gara” ha sottolineato Bertone.

ALIMENTAZIONE DA CAMPIONI

Come per tutti gli sportivi di alto livello, anche per i cliff diver professionisti l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella preparazione: “Qui all’Acqua Acetosa sono seguito da un nutrizionista che mi tiene in riga: limito i carboidrati e comunque scelgo quelli integrali. Poi tanta verdura, proteine e frutta. A cena preferisco la carne, soprattutto bianca. Bevo molta acqua e uso energy drink per fare il pieno di energie e per il recupero psico-fisico al termine della gara o dell’allenamento”. Tutte e info su www.redbullcliffdiving.com MFM

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